Geox esclude uscita dalla Borsa

di Gianni Puglisi 1

Continua il periodo nero di geox, il produttore della scarpa che respira dopo aver chiuso il 2009 in calo rispetto all'anno precedente..

Continua il periodo nero di Geox, il produttore della scarpa che respira dopo aver chiuso male il 2009 ha subito un calo in Borsa per via di alcune critiche ai suoi prodotti da parte della stampa tedesca e di vari declassamenti operati da alcune banche d’affari.

Le cose sono continuate ad andare male anche nel corso del primo trimestre dell’anno, periodo in cui i ricavi hanno subito una flessione del 13%, per non parlare delle stime relative al prossimo trimestre, che parlano di un ulteriore calo di entità simile a quello relativo ai primi tre mesi dell’anno.


Mario Moretti Polegato, presidente e fondatore di Geox, ha però evidenziato come nonostante le attuali difficoltà Geox è un’azienda solida che ha ancora grande potenzialità, per questo motivo ha affermato che la possibilità di togliere Geox dalla Borsa è un’ipotesi che non è mai stata presa in considerazione, a suo avviso la presenza in Borsa è assolutamente indispensabile per mantenere quella visibilità internazionale che consente di sviluppare tutti i vari progetti già pianificati.


Il motivo per cui si prevede che anche nel prossimo trimestre Geox registrerà un calo dei ricavi deriva soprattutto dalla situazione finanziaria negativa di alcuni clienti dell’Europa dell’Est a cui non verrà consegnata la merce per via dell’assenza di adeguate garanzie di pagamento.

La caduta del rublo in Russia ha anche portato Geox ad azzerare i suoi 1.700 dipendenti in questa parte del Paese, al fine di ottimizzare le proprie fonti produttive si è infatti deciso di affidare a soggetti terzi gli stabilimenti e di trasferire parte della produzione.

Per quanto riguarda il mercato americano, in cui è stata registrata un’ingente perdita operativa sia nel 2008 che nel 2009, Geox ha spiegato di attendersi una netta ripresa alla luce di un cambio di strategia, sono stati infatti chiusi i negozi monomarca e si è optato per una distribuzione dei prodotti attraverso le grandi catene distributive.

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