Petrolio a 65 dollari, ne risente l’intero settore, Eni su tutte

di Alessandro Bombardieri Commenta

A Piazza Affari ha pesato il calo del prezzo del petrolio...

Ieri la giornata in borsa in USA è stata segnata inevitabilmente dai dati riguardanti i risultati finanziari di due colossi come Morgan Stanley e Wells Fargo, entrambi negativi. Infatti a Wall Street le chiusure dei listini sono state contrastate, il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,39% mentre il Nasdaq ha segnato un rialzo dello 0,5%.

In Europa le cose sembrano essere andate un po’ meglio, comunque non ci sono stati grandi guadagni in nessuna piazza, a Milano il Ftse Mib ha chiuso a +0,43% e l’All Share a +0,25%. Parigi +0,07%, Londra +0,28% e Francoforte +0,43%.

A Piazza Affari ha pesato invece il calo del prezzo del petrolio, arrivato ormai a meno di 65 dollari al barile, che ha fatto perdere terreno a titoli come Eni (-0,63%), ed ha influito anche l’annuncio di un aumento a sorpresa delle scorte in USA dell’oro nero. Seguono le perdite di Saipem a -0,27%, Tenaris -0,4%, mentre Enel ha chiuso in controtendenza a +1,29%.

Telecom Italia beneficia del giudizio di Bank of America/Merrill Lynch che ne ha alzato il target price a 1,1 euro, facendo guadagnare al titolo il 3,7%. Sul settore telecomunicazioni ha influito in maniera positiva la divulgazione dei risultati di Tele2, il colosso svedese della telefonia che ha fatto segnare risultati migliori delle attese.

Nel settore bancario bene Ubi e Unicredit mentre il Banco Popolare ha lasciato sul campo l’1,24%.

Fiat, nel giorno della pubblicazione della trimestrale, ha perso l’1,89%, mentre la migliore delle blue chips è stata Ansaldo a +6,1% con un aumento del target price da 13,5 a 14,4 euro.

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