Tempi duri per Microsoft

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Microsoft giovedì scorso ha segnato un non invidiabile record: il peggiore risultato finanziario da 23 anni a questa parte...

Microsoft giovedì scorso ha segnato un non invidiabile record: il peggiore risultato finanziario da 23 anni a questa parte, cioè da quando sono state messe in vendita le azioni del gruppo di Redmond.

Microsoft ha dichiarato che nel “terzo quarto” fiscale, che si è chiuso il 31 marzo, la società ha avuto una perdita del 32% se confrontata con gli stessi risultati di solo un anno fa.
Questa perdità è dovuta dal fatto che durante il periodo di crisi la gente non ha acquistato Personal Computer o comunque ne ha comprati ma a prezzi economici.

Settimana scorsa Intel, la più grande produttrice di chip mondiali, ha dichiarato che il periodo peggiore è passato, mentre Microsoft non si sbilancia ancora in modo così aperto.


Christopher P. Liddell, capo degli uffici finanziari di Microsoft ha dichiarato che non vede segni di netto miglioramento o che facciano sperare in una veloce ripresa del mercato, sostenendo che le cose ora iniziano a non andar peggio, che non necessariamente significa che stiano iniziando ad andar meglio. Paul S. Otellini (CEO Intel) dal canto suo afferma che il peggio ormai sia alle spalle, ma Liddell rincara la dose, dicendo che la ripresa potrebbe essere lenta e dolorosa.


Microsoft allo stato attuale ripone molte speranze nel mercato dei netbook, aiutata dal fatto di potergli installare una versione di Windows XP (i profitti di Windows sono calati del 19%) e quindi di poter vendere le macchine a minor prezzo. Microsoft ha dichiarato che il mercato dei netbook ormai è arrivato al 10% del mercato totale dei PC.

Giovedì le azioni M$ hanno chiuso le normali contrattazioni con un valore di $18.92. Dopo che la compagnia ha pubblicato gli ultimi risultati fiscali, a mercato già chiuso le azioni sono schizzate a $19.50.

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