
Tremonti, in particolare, ha proposto di affrontare la questione meridionale, che per lui è una questione nazionale, attraverso tre idee base a cui va aggiunta un’agevolazione fiscale e una visione politica nuova e diversa, una serie di misure che a suo avviso dovrebbero essere sufficiente a colmare il divario tra Nord e Sud.
Le tre idee di cui ha parlato Tremonti riguardano la creazione di zone a burocrazia zero o “zone libere”, il potenziamento del Consiglio nazionale delle ricerche con fondi europei e la cosiddetta Banca del Sud. A queste tre idee bisogna poi aggiungere un’agevolazione fiscale che consiste in una tassazione agevolata per i depositi bancari impiegati direttamente nel sud.
Una delle questioni più dibattutte nel corso del convegno ha riguardato il problema di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese che operano nel sud dove, a detta di un senatore presente al convegno, le banche del meridione hanno alzato del 20% i tassi di interesse. La soluzione a questo problema per Tremonti è l’istituzione della Banca del Sud, un qualcosa di estremamente essenziale per il rilancio del Mezzogiorno.
Tremonti, infatti, ha ancora una volta sottiolineato che il sud è l’unica macroregione d’Europa a non avere una banca propria. La Banca del Sud vedrà la partecipazione su base volontaria delle banche di credito cooperativo e popolari che saranno coordinate dall’alto, nella speranza di poter creare qualcosa che abbia lo stesso successo della francese Crédit Agricole.
Ma l’idea esposta ieri dal ministro e che ha suscitato più interesse è quella di un’agevolazione fiscale per i depositi impiegati nel meridione, un qualcosa che andrebbe ad interessare non solo la Banca del Sud ma tutte le banche che operano al sud.