Come investire nel 2013 secondo Ubs Wealth Management

di ND82 Commenta

Il 2013 sarà ancora favorevole ai paesi emergenti, mentre gli Stati Uniti e i paesi “core” dell’Europa dovrebbero crescere a ritmi più elevati rispetto agli ultimi mesi in un contesto di mercato caratterizzato da tassi ai minimi e inflazione nettamente sotto controllo

 Il 2013 sarà ancora favorevole ai paesi emergenti, mentre gli Stati Uniti e i paesi “core” dell’Europa dovrebbero crescere a ritmi più elevati rispetto agli ultimi mesi in un contesto di mercato caratterizzato da tassi ai minimi e inflazione nettamente sotto controllo. E’ questo, in sintesi, lo scenario delineato dal dott. Loris Centola, co-head chief investment officer di Ubs Wealth Management Research, intervistato da MF-Milano Finanza. Secondo l’esperto in Europa bisognerà proseguire sulla strada dell’austerity e tenere sotto controllo il rischio politico.

La Grecia non è fuori pericolo, ma pera ora non c’è il rischio di un’uscita dall’euro. Secondo Centola, “nei prossimi due, tre anni la probabilità di un’uscita di Atene vada a salire fino al 50% ma adesso è relativamente bassa”. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il guru di Ubs ritiene che alla fine si raggiungerà un accordo sul fiscal cliff, in quanto “è un blocco da 607 miliardi che vale il 3,7% del pil”. L’esperto ritiene che gli USA cresceranno mediamente del 2,3% nel 2013.

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Centola non vede rischi di inflazione, se non da 2-3 anni, in quanto il denaro stampato dalle banche centrali non si sta riversando nell’economia reale ma solo sui mercati finanziari. I paesi emergenti dovrebbero continuare a trainare l’economia mondiale, mentre la Cina potrebbe crescere intorno all’8% nel corso del prossimo anno. Per quanto riguarda il reddito fisso, Centola si aspetta che “il Bund, che attualmente rende l’1,3%, potrebbe crescere nei prossimi 12 mesi solo fino al 2%”.

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Sul fronte valutario Centola guarda con interesse alla sterlina, mentre preferisce stare ancora alla larga da euro, dollaro e yen. Inoltre, “il tema delle monete dei paesi emergenti rimane comunque sempre preponderante”. Infine, l’oro viene visto intorno ai 1.700$ nel 2013, con la possibilità di picchi a 1.850$ e forse anche 1.900$ l’oncia.

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