
In un comunicato diffuso ieri alla stampa la Banca Nazionale ha infatti fatto riferimento alla “situazione di guerra” che la Georgia sta fronteggiando in queste settimane, e al desiderio di evitare un possibile declino delle attività economiche, agendo pertanto sulle leve di politica monetaria.
Forse i giornali non ne parleranno, ma la guerra e la tensione socio-politica ha portato anche questi effetti.
L’8 giugno le truppe russe sono entrate in Georgia dopo un duro conflitto tra l’esercito nazionale e la resistenza della regione separatista dell’Ossezia del Sud.
I soldati russi hanno occupato circa un terzo dell’area, e negoziano in queste ore un ritiro concordato con Tbilisi.
Nel frattempo, l’economia della Georgia ha iniziato a risentire pesantemente della forte tensione che si sta vivendo in tutta la zona.
Roberto