Il dollaro continua a crescere, colpa dell’euro debole

by Redazione Commenta

Nel frattempo, per quanto riguarda il settore immobiliare, Obama ha annunciato un programma di 275 miliardi di..

Il dollaro ha visto nuovi rafforzamenti nella giornata di ieri. I dati sul settore immobiliare sono stati in nuovo calo raggiungendo i minimi del 1955. Allo stesso tempo i prezzi di importazione sono calati per il sesto mese consecutivo nel mese di Gennaio con un calo su base annua del 12.5% a causa di un dollaro che si sta continuando a rivalutare ed un calo nei prezzi delle materie prime. A questo va aggiunto il terzo calo consecutivo nella produzione industriale per un valore pari all’1.8%.

Nel frattempo, per quanto riguarda il settore immobiliare, Obama ha annunciato un programma di 275 miliardi di dollari che andrà a sostegno di famiglie che stanno avendo i maggiori problemi nell’affrontare il pagamento di mutui. Il tesoro acquisterà azioni privilegiate in società quali Fannie Mae e Freddie Mac per un controvalore di 200 miliardi di dollari. Il rapporto del FOMC non ha portato particolari novità salvo dare maggiori prospettive relativamente alla crescita, alla disoccupazione e alla inflazione a breve termine e dandosi un obiettivo di inflazione pari al 2% (in linea con gli obiettivi di altre banche centrali).


Per la giornata di oggi dovremo seguire con molta attenzione i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione che dovrebbe essere in leggero aumento su base mensile ma dovrebbe essere al livello più basso da circa 7 anni. Anche in questo caso il calo delle quotazioni delle materie prime puó avere una grande influenza sull’andamento del dato. Questo comporterà probabilmente anche dei cali nei prezzi al consumo. Da monitorare i jobless claims che la settimana scorsa hanno creato un pesante calo dell’EURUSD a seguito di dati in netto peggioramento. Allo stesso tempo bisognerà seguire il Philadelphia Fed index che sarà in nuovo calo e avrà dei riflessi sulle quotazioni


L’EURO/DOLLARO ha proseguito la sua discesa iniziata con la rottura del supporto situato a 1.27 mentre il GBP/USD continua a muoversi tra 1.4150/1.4300. in una giornata priva di dati di grande rilievo relativi alla zona Euro, i dati che hanno creato maggiore volatilità sono venuti dal Regno Unito ed in particolar modo segnaliamo il rapporto della Bank of England che ha avuto l’effetto di far deprimere le quotazioni del GBP nell’immediato.

Il rapporto ha evidenziato che la decisione di tagliare i tassi di 50 punti non é stata presa all’unanimità (infatti Blanchflower membro della BoE avrebbe votato a favore di un taglio di 1%). Dal rapporto emerge anche una volontà di non esagerare con i tagli del costo del denaro poiché potrebbero scoraggiare le banche ad effettuare la loro normale attività
.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>