FED: fumata nera. Incertezza e volatilità sui mercati

di Nadia Fusar Poli Commenta

 L’atmosfera di incertezza e confusione non è stata dissipata. Anche se la Federal Reserve ha deciso di non apportare alcuna modifica alla propria politica monetaria (almeno per ora) e dunque di ridimensionare gli enormi sforzi di stimolo economico, il rilascio dei minutes della banca centrale americana suggeriscono che nulla è ancora definito. La Fed sembra privilegiare la linea del “wait and see”, lasciando Wall Street e le piazze del resto del mondo particolarmente nervose. 

La Fed deve trovare il modo migliore per ritirare il proprio sostegno al Paese senza tuttavia spaventare i mercati e rischiare di vanificare il lavoro sino ad oggi compiuto. Pompando 85 miliardi dollari al mese nell’economia americana attraverso gli acquisti di obbligazioni, la Fed ha infatti contribuito a spingere verso l’alto i prezzi di molti assets, in particolare le azioni. Gli acquisti di obbligazioni hanno inoltre contribuito a ridurre i tassi di interesse a lungo termine,  spingendo i tassi ipotecari ai minimi storici.

I membri del Federal Open Market Committee sono divisi: alcuni membri esprimono preoccupazione circa la possibilità che la crescita economica possa rivelarsi deludente nella seconda metà dell’anno, situazione che incoraggerebbe a ritardare eventuali cambiamenti nella politica attuale. Mentre “alcuni membri hanno sottolineato l’importanza di essere pazienti e di valutare ulteriori informazioni prima di decidere sin merito ad eventuali modifiche al ritmo di acquisti di asset”,  pochi altri  “hanno suggerito che potrebbe presto essere il momento di rallentare un po’il ritmo degli acquisti”, si legge nei minutes della banca centrale.

Nel mese di giugno il presidente della Fed, Ben S. Bernanke, aveva suggerito una possibile riduzione del programma di stimolo monetario, indicato come quantitative easing, entro la fine dell’anno, provocando una immediata reazione sui mercati azionari e obbligazionari (una massiccio sell-off e un contestuale picco dei rendimenti).  Le indicazioni di Bernanke hanno generato un aumento della volatilità sia a Wall Street così come nelle borse di tutto il mondo, nel panico di fronte alla prospettiva di un “tapering” degli acquisti obbligazionari.

Il verbale della riunione di luglio della Fed ha fatto poco per chiarire la questione. La Federal Reserve  ha sempre cercato di chiarire che le decisioni in materia di politica monetaria, in particolare rispetto ad un eventuale “tapering” del programma di stimolo, dipenderanno dallo scenario economico e dunque da eventuali segnali di ripresa ma questo sforzo è stato in parte contrastato da dati economici incoerenti e incapaci di dipingere un quadro chiaro. In quale direzione si sta dirigendo l’economia americana? E quale sarà la risposta della Fed?

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