Ipotesi Tremonti-bond per Banca Mps

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Lunedì prossimo ci sarà il consiglio di amministrazione di Banca Mps. Il piano industriale che sarà presentato al cda, e il giorno dopo al pubblico, sarà improntato sul rigore e sul taglio dei costi

Lunedì prossimo ci sarà il consiglio di amministrazione di Banca Mps, guidata dal presidente Alessandro Profumo e dall’amministratore delegato Fabrizio Viola. Il piano industriale che sarà presentato al cda, e il giorno dopo al pubblico, sarà improntato sul rigore e sul taglio dei costi. Il gruppo vuole tornare a rivedere livelli di redditività adeguati, dopo che nel primo trimestre dell’anno ha conseguito un utile netto di 54,5 milioni di euro. Per raggiungere l’obiettivo l’ad Viola potrebbe mettere in atto un piano che difficilmente potrà piacere ai sindacati.

Si parla di pesanti tagli salariali, esuberi e cessioni di asset vari che stanno già mettendo in allerta le organizzazioni sindacali. Queste ultime chiedono un confronto su alcuni temi “caldi” come il premio aziendale, le previsioni normative disattese e il taglio dei costi. L’ad Viola, però, deve fare in fretta e mettere l’istituto di Rocca Salimbeni nelle condizioni di poter rispettare l’impegno sul rafforzamento del patrimonio in via straordinaria per 3,2 miliardi di euro, secondo quanto richiesto dall’Eba (European banking authority).

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Nel piano di Viola manca ancora un miliardo di euro. L’istituto senese potrbbe così ricorrere all’emissione dei CoCo bond, cioè quei titoli ibridi che si convertono automaticamente in capitale quando il coefficiente patrimoniale scende al di sotto di una determinata soglia. Tuttavia, stanno circolando nuove ipotesi e quella più accreditata riguarda un nuovo utilizzo dei Tremonti bond. Nel 2009 Banca Mps fece già ricorso a questi bond per un controvalore complessivo di 1,9 miliardi di euro, tra l’altro ancora non restituiti.

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L’emissione dei Tremonti bond è subordinata all’approvazione del ministero dell’Economia. Rispetto ai CoCo bond, questi titoli obbligazionari avrebbero il vantaggio di una remunerazione alla pari delle azioni (zero se non c’è dividendo) e l’esposizione del gurppo – che ha 26 miliardi di BTP in portfolio – cadrebbe nelle mani del Tesoro. Intanto, ieri in borsa il titolo Banca Mps ha perso il 3,43% a 0,1857 euro, avvicinandosi ai minimi storici di 0,1752 euro toccati giovedì scorso.

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