Il made in Italy colpito dalla crisi economica

di Stefania Russo Commenta

Abbiamo parlato all'infinito di crisi economica e di colossi industriali sull'orlo del fallimento. Nessuno mai, infatti..

Abbiamo parlato all’infinito di crisi economica e di colossi industriali sull’orlo del fallimento. Nessuno mai, infatti, fino a qualche mese fà, avrebbe mai pensato che aziende leader dell’economia mondiale come, ad esempio, Panasonic, Sony, Ing, General Motors o Ford potessero trovarsi in serie difficoltà e pensare, addirittura, ad un possibile fallimento.

Abbiamo parlato a dismisura di aziende relative al settore auto, al settore tecnologico e bancario pesantemente colpite dalla crisi economica è anche se la situazione ci è da subito apparsa più che grave, chissà perchè, sembrava quasi che non ci avesse colpito più di tanto.


Almeno era così, fino a quando è giunta la notizia che anche il Made in Italy è stato colpito dalla crisi dell’economia mondiale. La notizia, nel dettaglio, indica sull’orlo della bancarotta il marchio Gianfranco Ferrè, da sempre uno dei marchi più famosi al mondo e, soprattutto, più rappresentativi del Made in Italy che, nell’ultimo periodo, sembrava essere in costante ascesa. Anche il settore della moda, quindi, fino a pochi giorni fà ritenuto assolutamente intaccabile e indistruttibile, è stato colpito.

Ad essere in serissime difficoltà, in realtà, è Ittierre s.p.a., la holding quotata in borsa che è licenziataria di marchi prestigiosi come Just Cavalli, Versace Jeans Couture, Malo e Gianfranco Ferré.

La società, quindi, a causa delle gravi difficoltà ha deciso di chiedere la protezione dei creditori, circostanza che determinerà la sua amministrazione controllata. L’amministrazione controllata dovrebbe assicurare la protezione dei creditori consentendo, allo stesso tempo, una ristrutturazione della società. Tuttavia, secondo alcuni, essa sarà utile al più per il primo scopo poichè costituirà la fase antecendente alla bancarotta dell’intero gruppo.


L’indebitamento della società, infatti, era di 295 milioni alla fine di Settembre mentre il valore della società è di circa 43 milioni. Da stamattina, inoltre, il titolo della società è stato sospeso dalla borsa a tempo indeterminato.

E’ la prima volta che la crisi investe in Italia un gruppo cosi’ importante e la cosa ha suscitato inevitabilmente un certo scalpore e una notevole sfiducia per il futuro.

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