Italia ascesa di Grillo può essere una svolta secondo O’Neill (Goldman Sachs)

di ND82 Commenta

L’affermazione del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa, ha creato uno stallo politico pericoloso

 L’affermazione del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa, ha creato uno stallo politico pericoloso in quanto il primo partito italiano alla Camera è riluttante a voler accettare un’alleanza con una delle due grandi coalizioni (Pd-Sel o Pdl-Lega). Se da un lato si tratta dello scenario politico peggiore che potesse esserci per l’Italia, dall’altro potrebbe esserci finalmente una volta per il paese. Ne è convinto Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management.

L’ideatore dell’acronimo “Bric” ha sottolineato come il pil italiano sia rimasto praticamente invariato dal 1999, ovvero da quando è stata avviata l’Unione monetaria europea. Secondo O’Neill lo stallo esiste, ma non è quello uscito dalle urne bensì quello che tiene l’economia del Belpaese in ostaggio ormai da cinque lustri. O’Neill ritiene che “un cambiamento era necessario e l’irruzione sulla scena della novità a 5 Stelle può avviarlo”.

GRILLO E BERLUSCONI SONO DUE PAGLIACCI SECONDO L’ECONOMIST

L’esperto pensa che la tanto sbeffeggiata Italia, attaccata di recente da politici e stampa estera per l’affermazione di due partiti pupulisti, possa “mettere in dubbio la dottrina economica corrente”, ovvero quella che vede nella riduzione del debito la strada da percorrere a tutti i costi. O’Neill sottolinea che “il vero problema dell’Italia è la mancanza di crescita che ha portato a un aumento del debito”.

GRILLO CHIEDE REFERENDUM SULL’EURO

Il guru di Goldman Sachs Asset Management ritiene che l’Italia ha bisogno urgentemente di riforme, sia nel mercato del lavoro che nell’industria, allo scopo di rilanciare la produttività. O’Neill ricorda, però, che l’Italia ha necessariamente bisogno del sostegno di Berlino e della Bce per evitare una pericolosa escalation nel rendimento dei propri titoli di stato.

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