La febbre dei bond continua anche nel 2010

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Rientra tra gli effetti della crisi economica che ha colpito l'intera economia mondiale anche la difficoltà di ottenere finanziamenti..

Rientra tra gli effetti della crisi che ha colpito l’intera economia mondiale anche la difficoltà di ottenere finanziamenti da parte delle imprese, le banche si sono infatti mostrate sempre più restie a concedere prestiti e questo ha indotto numerose aziende a cercare una via d’uscita attraverso l’emissione di bond.

Nel 2009 in questo senso c’è stato un vero e proprio boom, basti pensare che solo in Italia nel corso dell’anno appena concluso è stato registrato un record storico che ha toccato quota 34 miliardi di bond.


Nonostante questo, tuttavia, gli esperti sono concordi nel ritenere che i rendimenti non saranno molto generosi, questo soprattutto per via dell’azzeramento dei tassi di interesse che portano a moltiplicare le offerte senza che sia necessario dover alzare la posta dei rendimenti.


Il boom del 2009, tuttavia, non è destinato a rimanere un caso isolato dal momento che anche per il 2010 è previsto un analogo fenomeno, per l’anno in corso hanno già mostrato l’intenzione di emettere bond grandi aziende come Enel, Mediaset e Edison. In particolare, se si considerano tutti i paesi industrializzati, ossia Europa, Giappone e Usa, gli esperti prevedono che per il 2010 si supereranno i 3 mila miliardi di euro, di cui 850 solo per quanto riguarda l’Unione europea.

Numeri questi che hanno apportato importanti benefici agli investirori nel corso dello scorso anno, Barclays, in particolare, ha stimato che gli investment grade europei hanno reso il 23% mentre con gli high yield si è riusciti addirittura a raggiungere l’86%. In ogni caso gli esperti avvertono che le ottime performance del 2009 non si ripeteranno anche per l’anno in corso, a causa del costo del denaro pari a zero è davvero difficile riuscire a ottenere dei rendimenti interessanti senza prendersi qualche rischio, senza contare che i tassi di interesse sono inevitabilmente destinati a crescere.

Jp Morgan e Barclays, in particolare, prevedono per il 2010 oltre 200 miliardi di emissioni da parte delle aziende europee che avranno un rendimento del 3-4% rispetto ai titoli statali.

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