Conseguenze del downgrade degli USA

di Verna Vito Commenta

Dhar, noto economista di Aviva plc, ha voluto rassicurare gli azionisti di tutto il mondo in merito alla forza e alla solidità dei treasury.

Secondo Aviva plc, una delle più grandi compagnie assicurative britanniche in diretta concorrenza con AXA, Allianz e molti altri importanti gruppi assicurativi rinomati a livello mondiale, il downgrade degli USA, deciso da Standard & Poor’s, non avrà conseguenze di alcun tipo o, per lo meno, le conseguenze non potranno essere apprezzabili nel medio periodo.


A pensarla in questo modo, in particolare, è Shamik Dhar, noto economista da anni al servizio di Aviva, che proprio ieri è tornato sull’argomento del discusso downgrade degli Stati Uniti d’America che, ha causa del tardivo accordo sul tetto del debito pubblico 2011, ha indotto gli analisti a credere che il paese più ricco e solido del mondo non fosse più da tripla A.

Al di là delle proteste degli statunitensi tutti, in particolare del Presidente Obama e delle discussioni in merito al fatto che quello del debito USA è un problema politico piuttosto che economico-finanziario, l’ansia certamente serpeggia tra gli speculatori così come tra i piccoli risparmiatori.

Un’ansia, però, prontamente smentita da Dhar che ha voluto rassicurare gli azionisti di tutto il mondo affermando che, sebbene la decisione di S&P sia da considerarsi scellerata per la tempistica con cui è stata presa (aumentando una volatilità già ai massimi storici) e per il fatto che abbia reso il comune cittadino consapevole del fatto che non esiste al mondo un investimento risk free rate, il mercato delle obbligazioni offerte dagli stati nazionali, i cosiddetti Treasury, è ancora il più solido e concreto in assoluto e rappresenta una potenza ed una forza economico-finanziaria della quale non ci si dovrebbe mai scordare.

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