Investimenti in asset distrassed a Dubai

di Stefania Russo Commenta

Secondo alcuni esperti in materia di asset distrassed Dubai potrebbe rappresentare una buona occasione per gli investitori in debito distressed..

Secondo alcuni esperti in materia di asset distrassed Dubai potrebbe rappresentare una buona occasione per gli investitori in debito distressed, sebbene si tratta comunque di una mossa piuttosto azzardata e rischiosa, non a caso infatti a riguardo le opinioni degli esperti sono piuttosto contrastanti.

Alcuni infatti restano dell’opinione che chi ha puntato troppo presto su Nakheel, la società controllata da Dubai World che opera nel settore immobiliare e che ha registrato una perdita di 3,5 miliardi di dollari, non ha avuto una buona idea, la mossa potrebbe infatti rivelarsi un pessimo investimento.


Altri invece sono del parere che dopo l’annuncio sulla situazione finanziaria di Nakheel è possibile indivuiduare degli asset piuttosto interessanti, soprattutto alla luce del fatto che il 2009 non è stato un buon anno per gli investitori di debiti distrassed, le banche infatti hanno manifestato la tendenza a ritardare le ristrutturazioni e le svalutazioni nella speranza che le cose inizino a migliorare.


Tra coloro che vedono di buon occhio gli investimenti negli asset Nakheel troviamo il vice presidente di Canyon Capital Advisors, Mans Larsson, il quale ha spiegato che circa l’85% delle opportunità di investimento che si prevedeva si sarebbero realizzate sono state rimandate.

Le speranze di questo tipo di investitori, dunque, sono tutte riposte nel 2010, la loro speranza è che ci sia un rialzo dei tassi di interesse, in questo caso infatti le imprese saranno praticamente costrette a procedere alla ristrutturazione dei loro debiti. Da questo punto di vista si è mostrato particolarmente ottimista Maurice Benisty di GE Corporate Finance Bank le cui previsioni vedono una netta accelerazione delle attività di ristrutturazione, a suo avviso infatti le regole fiscali imporranno alle banche di registrare le svalutazioni anzichè allungare i debiti.

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