Deliveroo, crollo in Borsa: scopriamo tutte le ragioni

di Daniele Pace Commenta

Sono diverse le motivazioni che possono provare a far comprendere come mai Deliveroo abbia debuttato in maniera così negativa in Borsa. L’app delle consegne di alimenti a domicilio rappresentava la più importante quotazione dell’ultimo decennio in quel di Londra, così come si poteva considerare la hi-tech che non ha eguali in tutto il mondo, avendo anche un obiettivo che si aggirava intorno ai 9 miliardi di sterline, ha fatto un vero e proprio buco nell’acqua all’esordio in Borsa.

In effetti, c’era una grandissima attesa in riferimento alla quotazione di Deliveroo. Al termine della prima seduta, il titolo ha fatto registrare una diminuzione pazzesca, pari al 26,4% a 287 pence, dopo aver raggiunto un picco, verso il basso, pari addirittura al 30% nel corso delle prime battute.  Il prezzo d’esordio si aggirava intorno ai 390 pence.

Il titolo è stato oggetto di sospensione dopo qualche minuto dal suo esordio. Non solo, dal momento che pure un gran numero di fondi hanno evitato di quotare il titolo perché nutrono dei forti dubbi in merito all’inquadramento contrattuale dei rider. Quest’ultima è una situazione veramente spinosa, dal momento che potrebbe portare in dote delle problematiche con i vari criteri Eg che vanno a stabilire i confini della sostenibilità ambientale e sociale dei vari investimenti.

Discorso diverso per i grandi soci, che hanno preso la decisione di scaricare le loro partecipazioni sul mercato nel corso della procedura di collocamento. Tra i grandi soci a cui stiamo facendo riferimento troviamo anche Amazon, che ha di fatto provveduto alla vendita di azioni per un totale di ben 91 milioni di sterline, mentre la società Will Shu ha fatto lo stesso per altri 26 milioni. Il problema, però, è rappresentato dal fatto che i piccoli azionisti non hanno la possibilità di vendere fino al prossimo 7 aprile.

Non sono mancati fin da subito gli intoppi, come ad esempio il prezzo iniziale di collocamento che è stato oggetto di un ribasso progressivo: varie importanti società di gestione del Regno Unito, che nella maggior parte dei casi sono abituate a garantire un limite rispetto ai ribassi con gli acquisti che compiono, hanno scelto di far mancare il loro apporto per colpa di alcune problematiche tecniche legate alle quotazioni, ma anche per il problema di cui sopra relativo all’inquadramento dei rider.

Nel corso della fase di collocamento, Deliveroo ha portato a termine la vendita di 384 milioni di azioni, qualcosa come il 21% del capitale, con una raccolta di denaro pari a 1,5 miliardi di sterline: 1 miliardo arrivato nelle casse societario e 500 milioni che sono finiti nelle mani degli azionisti che hanno venduto nel corso del collocamento, tra cui pure Will Shu e Amazon, come detto in precedenza.

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