Standard & Poor’s accusata di abuso di posizione dominante

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La Commissione europea ha accusato Standard & Poor's di abuso di posizione dominante attaverso una lettera di obiezioni nella quale..

La Commissione europea ha accusato Standard & Poor’s di abuso di posizione dominante attaverso una lettera di obiezioni nella quale si informa che sulla base di una valutazione preliminare risulta che la società sta abusando della propria posizione dominante richiedendo a istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di informazioni il pagamento di tariffe di licenza per l’uso dei numeri di identificazione dei titoli conservati nei loro database.

Il codice Isin è formato da 12 caratteri e non contiene informazioni relative a strumenti finanziari quali bond, commercial paper, equity e warrant ma serve come identificazione di un titolo al momento del trading e della regolazione e quindi risulta indispensabile per tutte quelle operazioni in cui sono impegnate le istituzioni finanziarie e non può essere assolutamente sostituito da un altro codice identificativo.


La Commissione europea, dunque, alla luce del fatto che Standard & Poor’s è l’unica società americana che si occupa di questo aspetto per ciò che riguarda i titoli americani ha affermato che sta abusando della sua posizione dominante costringendo al pagamento di tariffe per l’uso dei numeri da parte di banche e altri fornitori di servizi.


Per ora si tratta solo di un’accusa formulata sulla base di valutazioni preliminari fondate sul fatto che le altre agenzie nazionali di numerazione che non pretendono alcuna tariffa, in alcuni casi isolati lo fanno solo sulla base dei costi mentre secondo la commissione S&P non sostiene alcun costo per la distribuzione dei numeri ai fornitori di servizi finanziari americani perchè questi non ricevono i numeri da S&P ma da fornitori di servizi di informazione come Thomson Reuters o Bloomberg.

Ora Standard & Poor’s ha otto settimane di tempo per rispondere all’Antitrust europeo e far valere le sue ragioni. Se l’accusa preliminare della Commissione europea verrà confermata alla società verrà imposto il pagamento di una multa e l’immediata cessazione dell’abuso.

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