
Il rilancio del gruppo dopo l’ingresso nel capitale del fondo olandese Hal riparte dai conti del 2011, chiuso con 27,9 milioni di utile netto, contro gli 0,7 milioni dell’anno precedente. Il giro d’affari è stato pari a 1101,9 milioni.

Il rilancio del gruppo dopo l’ingresso nel capitale del fondo olandese Hal riparte dai conti del 2011, chiuso con 27,9 milioni di utile netto, contro gli 0,7 milioni dell’anno precedente. Il giro d’affari è stato pari a 1101,9 milioni.




Nonostante il declassamento del rating del debito sovrano italiano da A a BBB+, che aveva portato anche al taglio del rating di molti gruppi italiani tra cui Eni, Terna, Cdp e 34 banche, S&P aveva deciso di mantenere il rating su Enel invariato. Solamente pochi giorni fa S&P ha declassato anche Edison da BBB- a BB+.

L’utile netto del gruppo è invece sceso del 5,5% passando dai 4,39 miliardi di euro del 2010 a 4,15 miliardi, soprattutto per il maggiore carico fiscale derivato dalla modifica della Robin Hood Tax. L’utile per azione è risultato pari a 0,44 euro.



Premafin avrebbe deciso di scrivere questa lettera al Cda di Fondiaria Sai principalmente per due motivi, ossia le condizioni dei mercati che sono cambiate e l’aumento del margine di solvibilità che ormai è arrivato molto vicino al 95%.


Durante una riunione ieri pomeriggio tra i vertici di Premafin e i tecnici delle sette banche creditrici, sarebbe stato raggiunto un accordo che prevede la ristrutturazione completa dell’indebitamento della holding (368 milioni di euro), sia nel caso di fusione di Premafin con FonSai, Milano Assicurazioni e Unipol Assicurazioni sia nel caso che la holding rimanga separata.


