Banche italiane nuovi giudizi da Société Générale

di ND82 Commenta

Secondo quanto emerge dal report odierno di Société Générale, i fondamentali delle principali banche italiane non mostrano particolari segnali di miglioramento mentre il calo dello spread è già incorporaato nei valori attuali espressi in borsa

Secondo quanto emerge dal report odierno di Société Générale, i fondamentali delle principali banche italiane non mostrano particolari segnali di miglioramento mentre il calo dello spread è già incorporato nei valori attuali espressi in borsa. La banca transalpina evidenzia ancora le difficoltà degli istituti di credito italiani a venir fuori dalla crisi. SocGen salva Unicredit, alzando il target price a 4,5 euro dalla precedente valutazione di 3,6 euro e confermando la raccomandazione a “hold”. Stamattina le azioni della banca di Piazza Cordusio salgono dell’1,22% a 4,474 euro.

SocGen conferma i propri giudizi a “hold” su Ubi Banca e Banco Popolare: nel primo caso il prezzo obiettivo resta invariato a 4,1 euro, mentre nel secondo caso il target price è sempre 1,6 euro. Bocciate, invece, la prima e la terza banca italiana. Intesa SanPaolo è un titolo da vendere (“sell”) secondo SocGen con un target a 1,25 euro. Stesso rating anche per il titolo Banca Mps, al quale viene assegnato un target di 0,18 euro.

BANCHE ITALIANE: NESSUN RIMBORSO DEI PRESTITI BCE

Nel report di SocGen si legge che il recente re-rating delle banche italiane è la diretta conseguenza del forte restringimento dello spread, che quota da un po’ di tempo tra 270 e 260 punti base. Gli analisti della banca francese evidenziano la netta correlazione tra i prezzi delle azioni delle banche italiane e l’andamento dello spread, in quanto gli istituti di credito hanno una forte esposizione al debito pubblico italiano.

BANCHE ITALIANE PROMOSSE DALL’OCSE

La riduzione dello spread ha un impatto positivo sul costo dell’equity, ma per vedere un’influenza maggiore sugli utili bisognerà attednere ancora un po’ di tempo. SocGen evidenzia il rischio di un peggioramento della qualità degli attivi, in particolare l’aumento delle sofferenze bancarie che ostacolano il recupero della redditività.

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