Ftse Mib, Ftse All Share e i nuovi indici

di Redazione 5

Dal 1° giugno gli indici azionari italiani hanno subito un notevole cambiamento

Dal 1° giugno gli indici azionari italiani hanno subito un notevole cambiamento, infatti i vecchi Mibtel, S&P/Mib ecc. sono stati mandati in pensione dai nuovi indici calcolati secondo il metodo Ftse (Financial Times Stock Exchanges), già utilizzato nei mercati inglesi.

Piazza Affari fino a maggio era composta da 4 indici, il Mibtel (indice generale), l’S&P/Mib (indice del paniere dei 40 titoli più importanti), Midex (indice dei 25 titoli a media capitalizzazione) e All Stars che racchiudeva tutti gli indici Star (Mibstar, TechStar e Star) che erano 80 titoli con particolari caratteristiche.

Ora però dal momento che la borsa italiana si sta sempre più affiliando a quella londinese, entra in scena il Ftse. Il Mibtel è stato sostituito dal Ftse All Share che è un paniere di 250 titoli con una capitalizzazione del 95% del totale di Piazza Affari, l’S&P/Mib ha lasciato posto al Ftse Mib che è un paniere di 40 titoli con una capitalizzazione dell’80% circa del totale di Piazza Affari. Il Midex lascia invece spazio al Ftse Italia Mid Cap, un paniere di 60 titoli con una capitalizzazione totale in Piazza Affari di poco oltre il 10%. Il Ftse Italia Star sostituisce l’All Star, trattasi di un paniere di 75 titoli con una capitalizzazione totale in Piazza Affari di circa il 3,5%.

Oltre a questi indici se ne aggiungono altri 3 completamente nuovi che sono il Ftse Italia Small Cap, un paniere composto da circa 150 azioni che rappresentano il 4% della capitalizzazione della Borsa italiana, l’1% di controvalore giornaliero totale e il 6% dei contratti totali di una seduta media. Il Ftse Italia Micro Cap che è un paniere di 25 azioni che rappresentano attualmente l’1% della capitalizzazione di Borsa italiana e un controvalore e scambi in percentuale inferiore allo 0,5% in media su una intera seduta. L’ultimo indice nuovo è il Ftse Aim che calcola i prezzi del nuovo listino Borsa Aim Italia, inserito sull’esempio del sistema inglese, su cui sono quotati circa 1’500 titoli.

Va comunque detto che per il risparmiatore privato che investe in borsa comprando azioni non cambia assolutamente niente.

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