Giudizio analisti titolo Terna

di Stefania Russo Commenta

La maggior parte degli analisti esprime sul titolo Terna un giudizio positivo soprattutto alla luce dei nuovi regimi...

La maggior parte degli analisti esprime sul titolo Terna un giudizio positivo, soprattutto alla luce dei nuovi regimi tariffari considerati particolarmente positivi per l’attività del gruppo.

A consigliare l’acquisto delle azioni Terna, in particolare, sono gli analisti di Banca Akros, Kepler, Centrobanca e Fidentis. Banca Akros, in particolare, ha spiegato che il suo giudizio positivo deriva soprattutto dalla convinzione che l’azienda è in grado di generare valore da nuove iniziative, tra cui figurano soprattutto gli accumulatori, e dalla prosecuzione dei piani di crescita della rete nazionale, soprattutto grazie al contesto favorevole sul fronte delle tariffe.

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Le tariffe favorevoli sono allo stesso modo citate anche dagli analisti di Fidentis, che citano anche le nuove opportunità a livello internazionale, tra cui figura soprattutto il Montenegro. Centrobanca sottolinea invece il contesto favorevole per Terna, dato soprattutto dal superamento dei rischi regolatori e dalla visibilità sui ricavi, mentre Kepler cita l’alta visibilità dei flussi di cassa e l’elevato rendimento in termini di dividend yield.

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Mediobanca ha ribadito rating “outperform” citando oltre all’elevata visibilità derivante dalle nuove tariffe anche l’ottimo rapporto rischio/rendimento, mentre sia Intermonte che Equita hanno ribadito rating “neutral”, nel primo caso in quanto non si esclude un aumento di capitale che potrebbe non essere accolto favorevolmente dal mercato e nel secondo caso in quanto si ritiene che permangono i rischi di riduzione degli investimenti per via dell’introduzione della Robin Hood Tax.

Al contrario, invece, una visione decisamente meno ottimista è quella espressa dagli analisti di Cheuvreux, che lo scorso dicembre hanno portato il rating sul titolo da “outperform” a “underperform” in quanto le regole sulle nuove tariffe erano state giudicate meno vantaggiose rispetto a quelle ipotizzate. Per apportare eventuali variazioni al loro giudizio preferiscono quindi attendere il nuovo piano industriale, al fine di verificare il livello degli investimenti e la politica dei dividendi che il gruppo intende adottare nel lungo periodo.

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