Titoli Generali Assicurazioni e Allianz preferiti da Barclays

di Gianni Puglisi Commenta

Secondo gli analisti di Barclays Capital, la contrazione del 39% circa registrata lo scorso gennaio dal settore assicurativo...

Secondo gli analisti di Barclays Capital, la contrazione del 39% circa registrata lo scorso gennaio dal settore assicurativo è solo l’inizio degli effetti delle misure di austerità varate dal governo. Tale flessione è stata ricondotta principalmente alla diminuzione delle vendite da parte degli istituti di credito, che rappresentano ancora il principale canale di distribuzione dei prodotti assicurativi in forza della partnership tra banche e compagnie assicurative.

In tale contesto, dunque, gli esperti della banca d’affari hanno fatto sapere di preferire nell’ambito del settore assicurativo quelle compagnie la cui attività risulta principalmente concentrata sui prodotti tradizionali, tra cui figurano in prima linea Generali Assicurazioni e Allianz.

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Sulla compagnia assicurativa triestina, in particolare, gli esperti hanno rating “equalweight” e prezzo obiettivo a 14,3 euro, mentre su Allianz hanno rating “overweight” e un target price a 111,40 euro.

CONTI PRELIMINARI 2011 GENERALI ASSICURAZIONI

Per entrambe queste compagnie, tuttavia, non mancano potenziali rischi. Per quanto riguarda Generali Assicurazioni, gli analisti di Barclays sottolineano la quantità di credito significativa e la notevole esposizione ai tassi d’interesse attraverso il suo portafoglio di investimenti, ne deriva quindi che un contesto come quello attuale, caratterizzato da bassi tassi di interesse e alta volatilità, rappresenta un rischio per la società, soprattutto se si pensa alle garanzie che la società offre ai clienti sui prodotti vita rilevanti. Bisogna poi considerare il business P&C (Property and Casualty), che espone la compagnia ai rischi derivanti da un possibile aumento dell’inflazione e al rischio che le riserve esistenti si possano rivelare inadeguate.

Per quanto riguarda Allianz, invece, gli analisti citano l’ampia esposizione al debito pubblico e il rischio che i premi si rivelino insufficienti a coprire i sinistri e le spese future.

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