Titolo Fiat Industrial sottovalutato secondo Citigroup

di Stefania Russo Commenta

Le preoccupazioni riguardanti l'esposizione di Fiat Industrial al mercato dei camion e al debito sovrano dell'Italia hanno spinto al ribasso il titolo della società..

Le preoccupazioni riguardanti l’esposizione di Fiat Industrial al mercato dei camion e al debito sovrano dell’Italia hanno spinto al ribasso il titolo della società, che è arrivato a sottoperformare del 20% circa l’indice del settore europeo.

Secondo gli analisti di Citigroup, tuttavia, la reazione del titolo è stata eccessiva e il suo forte ribasso risulta del tutto privo di fondamento, questo sostanzialmente per tre motivi.

TARGET PRICE FIAT INDUSTRIAL TAGLIATO DA JP MORGAN

Il primo riguarda la scarsa esposizione di Fiat Industrial al mercato dei camion dal momento che il 43% delle vendite complessive del gruppo riguarda macchine agricole, inoltre CNH rappresenta il 70% dell’Ebit del gruppo.

Il secondo motivo posto da Citigroup a sostegno della sua tesi riguarda la recente performance di Iveco, che nel corso degli ultimi mesi è riuscito a sovraperformare in termini di redditività i suoi principali concorrenti, in primo luogo Daimler e Volvo. Questo, secondo gli analisti, con ogni probabilità deriva dalla minore esposizione di Iveco verso i mercati relativamente meno ciclici e al mercato degli autocarri di medie dimensioni, il cui fatturato copre il 40% sulle vendite di Iveco rispetto al 10-20% delle vendite dei suoi concorrenti.

TITOLO FIAT INDUSTRIAL PROMOSSO DA CITIGROUP

Il terzo motivo riguarda infine il debito di Fiat Industrial, che nel corso dei prossimi tre anni dovrà rimborsare solo 0,9 miliardi di euro dei complessivi 4,2 miliardi, in quanto la restante parte verrà restituita entro il 2015.

Nonostante questo, tuttavia, gli analisti di Citigroup hanno deciso di rivedere al ribasso le stime sul gruppo al fine di riflettere le previsioni inferiori sui volumi di camion e quindi anche sulla redditività. In particolare l’Eps 2012 è stato tagliato da 0,64 a 0,57 euro e quello 2013 da 0,76 a 0,70 euro, le previsioni sulle vendite sono state portate da 25.376 a 24.352 milioni di euro, mentre quelle relative al 2013 da 26.562 a 26.704 milioni di euro.

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