
Dopo gli ottimi risultati dell’azienda di Torino con un ottimo trend di vendita soprattutto grazie agli incentivi statali, anche in borsa il titolo prosegue la sua corsa rialzista.

Dopo gli ottimi risultati dell’azienda di Torino con un ottimo trend di vendita soprattutto grazie agli incentivi statali, anche in borsa il titolo prosegue la sua corsa rialzista.

Infatti il titolo Fiat nella giornata di venerdì ha messo a segno un chiaro strappo rialzista, definito dagli esperti break-out rialzista, arrivando a toccare addirittura la soglia dei 10,5 euro per azione, ben sopra la soglia psicologica dei 10 euro per il titolo del Lingotto.

Si sta registrando quella che in gergo tecnico viene definita riduzione della pressione rialzista, in controtendenza alla risalita precedente, con i volumi degli scambi sul titolo della banca che stanno diminuendo sensibilmente.

Il titolo infatti ora sta provando un allungo verso quota 17,9-18 euro, provando a continuare il trend rialzista di questo ultimo periodo, dopo una fase di consolidamento sopra quota 16,3 euro.
L’analisi quantitativa portata avanti dagli esperti suggerisce buoni spunti per il futuro di Atlantia: gli oscillatori di momentum stanno rimbalzando verso le rispettive soglie di ipercomprato, mentre il Parabolic Sar si è girato in posizione long.

Rimane così positivo il quadro di breve termine, permettendo al titolo stesso di poter continuare nella sua risalita, con target a breve termine stimato intorno ai 10 euro per azione, con il valore che in un secondo momento dovrebbe assestarsi a quota 10,15-10,18 euro.

Eni si è riportato sopra la media mobile di breve termine, passando in area 17 euro e adesso tenta l’annullamento del gap ribassista iniziato il 21 settembre a 17,37 euro. Gli esperti affermano che oltre questo livello sarebbero attaccati anche gli ultimi massimi relativi a quota 17,7 euro.

Secondo Draghi la ripresa sarà lenta e dovrà vedersela con molti elementi di incertezza, sia sul lato economico che su quello finanziario. Draghi ha dichiarato che si iniziano però a vedere già dei primi piccoli segnali di ripresa, che però sarà lenta e fragile.
Parlando dell’alto tasso di disoccupazione afferma che a preoccuparlo non è solo l’Italia, in quanto questo è un problema molto esteso, con il numero di disoccupati sempre in aumento.

L’obiettivo per il 2009 era quello di vendere proprietà immobiliari per un valore compreso nell’intorno del miliardo di euro e questo potrebbe essere raggiunto anche se l’indebitamento netto stimato oscilla nell’intorno dei 430 milioni di euro con un passivo di 30 milioni di euro circa.

E’ chiaro che le quotazioni dei titoli petroliferi rispecchiano l’andamento del prezzo al barile del greggio ed infatti oggi che il prezzo per un barile di petrolio è nell’intorno dei 70 dollari al barile, nel giro di un anno potrebbe raggiungere gli 82 dollari al barile.
Royal Bank of Scotland ha deciso di motificare il proprio target price nei confronti del titolo di Saipem portandolo a 22,5 euro ad azione aumentando così di 7,7 euro ad azione.

Goldman Sachs ha infatti previsto un aumento del 25% del valore di ogni azione di Unicredit portando quindi a 3,30 euro ad azione ovvero ben 30 centesimi in più rispetto al valore attuale.

Citigroup, per bocca di Giada Giani, economista della banca, fa sapere che per l’Italia il Pil nel terzo trimestre è stimato in calo solo dello 0,1%, mentre nel quarto trimestre è prevista addirittura una risalita dello 0,2%.

Nel corso del mese appena concluso, infatti, l’indice manifatturiero Isae destagionalizzato è salito a 74,8 punti dai 72,4 di luglio, ossia il valore più alto registrato da ottobre 2008, segnando così il quinto rialzo mensile consecutivo. Gli analisti, invece, avevano previsto un range compreso tra 72,2 e 74,5.

Dai dati raccolti e analizzati dall’Eurostat, infatti, emerge che la prospettiva di lavoro per chi ha meno di 25 anni è peggiore in Spagna, dove è senza lavoro un ragazzo su tre (33,6%), seguita dalla Lettonia (28,2%) e dall’Italia dove è senza lavoro un giovane su quattro (24,9%).

L’indebitamento di cui parla la Cgia riguarda soprattutto i mutui per l’acquisto della prima casa, i prestiti per l’acquisto di beni mobili, il credito al consumo e i finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.