La risposta del governo alle richieste di Ford, Chrysler e General Motors

di Redazione Commenta

Le tre principali case automobilistiche americane (Ford, Chrysler e General Motors), come già si è appreso nei giorni scorsi..

Le tre principali case automobilistiche americane (Ford, Chrysler e General Motors), come già si è appreso nei giorni scorsi, avevano richiesto al governo americano un aiuto quantificato in circa 25 miliardi di dollari.

Oggi è arrivata la risposta del governo il quale ha affermato che se le tre aziende intendono ottenere un finanziamento devono presentare, entro il 2 Dicembre, un convincente piano di recupero.

Dana Perino, portavoce della Casa Bianca, ha affermato che il Presidente Bush è più che disposto a concedere l’aiuto richiesto dalle case automobilistiche e che, per questo motivo, cercherà di incoraggiare il Congresso a farlo al più presto. Il Presidente, per concedere questo prestito, conta di prelevare i soldi necessari dal Dipartimento per l’Energia, che era stato originariamente istituito per finanziare lo sviluppo di veicoli più efficienti dal punto di vista dei consumi.


Tuttavia, Nancy Pelosi, potavoce della Camera, ha ribadito che nessun finanziamento verrà concesso se le case costruttrici in questione non mostreranno un piano in cui venga dettagliatamente illustrato come questi soldi verranno utilizzati per evitare il fallimento.

Harry Reid, leader della maggioranza in Senato, ha affermato che presidenti delle tre case automobilistiche devono necessariamente cercare di collaborare tra di loro per riuscire ad ottenere quanto richiesto poichè, fino ad ora, le loro spiegazioni non sono state abbastanza convincenti e, soprattutto, non hanno sufficientemente lasciato intendere che questo prestito sia la loro ultima speranza prima del fallimento.


Dopo che i dirigenti delle case automobilistiche presenteranno il loro piano, il Congresso si riunirà, una settimana dopo, per votare. Il presidente della General Motors, tuttavia, ha fatto sapere che intende fare le cose alla svelta per cercare di ottenere il denaro entro i primi mesi del 2009.

Nel frattempo i leader delle tre case automobilistiche continuano fare pressione sul governo sottolineando che se non riceveranno presto l’aiuto richiesto saranno costrette a tagliare i costi licenziando un gran numero di dipendenti.

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