Inflazione in calo a Gennaio

di Stefania Russo Commenta

L'Istat ha confermato la sua precedente previsione comunicando che l'inflazione a Gennaio 2009 è calata all'1,6%, rispetto al 2,2%..

L’Istat ha confermato la sua precedente previsione comunicando che l’inflazione a Gennaio 2009 è calata all’1,6%, rispetto al 2,2% di Dicembre 2008. Considerando il dato su base mensile, quindi, risulta un calo dei prezzi dello 0,1%.

Il calo, ha spiegato l’Istat, riguarda beni alimentari, tabacchi, giornali e soprattutto il carburante. Il prezzo della benzina, infatti, ha registrato una flessione dell’1,9% e, quindi, un calo del 18,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un ulteriore calo, inoltre, è stato registrato per quanto riguarda il gasolio il cui prezzo è calato del 17,6% rispetto a Gennaio 2008.


Per quanto riguarda, invece, i beni alimentari il prezzo del pane ha subito una diminuzione dello 0,1% rispetto a Dicembre ma, tuttavia, un aumento del 2,7% rispetto a Gennaio 2008. La stessa cosa è accaduta per il latte fresco il cui prezzo è calato dello 0,1% su base mensile ed è aumentato del 4,3% su base annua.

Aumenti su base annua si sono registrati anche per i prodotti ittici, aumentati del 4,3%, per il prezzo degli affitti, saliti del 3,6%, e per quello dei trasporti aerei, cresciuti del 9,4%. Diminuito, invece, il prezzo degli alberghi che su base annua ha registrato un calo del’1,6%.


Per quanto riguarda, invece, la Pay-TV, essa ha registrato un aumento del 14,1% rispetto a Gennaio 2008, aumento ricollegato dagli esperti del settore con l’aumento dell’Iva inserito nel decreto anticrisi varato dal governo.

L’Istat, inoltre, ha reso noto anche gli aumenti a livello territoriale. In questo caso, infatti, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di L’Aquila (+2,2%), Napoli (+2,1%) e Genova (+1,9%); quelli più moderati hanno riguardato le città di Aosta (+0,6%), Venezia, Bari (+1,1%) e Bologna (+1,2%). Roma e Milano hanno registrato un calo congiunturale dello 0,2% e un rialzo tendenziale rispettivamente dell’1,7% e dell’1,3%.

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