I leader europei a Berlino per sconfiggere la crisi

di Stefania Russo Commenta

Lo scopo del vertice tenutosi ieri a Berlino e al quale hanno partecipato i principali leader dei paesi membri dell'Unione Europea era soprattutto..

Lo scopo del vertice tenutosi ieri a Berlino e al quale hanno partecipato i principali leader dei paesi membri dell’Unione Europea era soprattutto quello di concordare una linea comune da seguire per cercare di sconfiggere definitivamente la crisi economica che sta drasticamente logorando le economie di tutti i paesi.

La parola d’ordine, quindi, è agire insieme. Durante il vertice, infatti, i leader hanno stipulato un accordo in cui sono incluse tutte quelle misure considerate inevitabili per sconfiggere la crisi. Le principali misure concordate dai leader e inserite nell’accordo, in particolare, prevedono un maggiore controllo su tutti i principali prodotti finanziari, l’eliminazione dei cosiddetti “paradisi fiscali”, una maggiore tutela della concorrenza e maggiori risorse a Favore del Fondo Monetario Internazionale. Niente che rientri nell’ambito finanziario, quindi, deve essere lasciato privo di controllo.


L’appuntamento ora è per il 2 Aprile, quando i leader si riuniranno nuovamente a Londra, anche se prima del vertice di Londra già si parla di un viaggio americano in cui tutti i leader europei potranno discutere insieme al governo americano le loro decisioni. Durante il vertice di Berlino, infatti, i leader europei hanno sottolineato l’urgenza di convincere anche gli altri membri del G20, soprattutto America e Cina, della validità delle proposte europee. La Svizzera, tuttavia, ha già comunicato che non parteciperà al vertice.

Dopo il vertice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è detto soddisfatto dell’incontro poichè tutti i leader europei sono concordi nel voler agire in modo cordinato, abrogando le norme del passto e creandone di nuove che abbiano una validità globale o, almeno, che siano le stesse per tutta l’Unione Europea.


Berlusconi, inoltre, ha affermato che, a suo avviso, la situazione vissuta dall’economia italiana, se raffrontata a quella di altri paesi europei, non è poi così drastica. il premier, infatti, ha affermato che durante il vertice ha ascoltato problemi economici ancora ben lontani dall’economia italiana e dal suo sistema bancario.

Il presidente del Consiglio, infatti, ha continuato a ribadire che in Italia non esistono titoli tossici e che il governo si è già adoperato ampiamente per cercare di contrastare la crisi spendendo circa 40 miliardi di euro.

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