Riforma derivati Unione Europea

di Redazione Commenta

La proposta dell'Unione Europea prevede una stretta sulle vendite allo scoperto.

Come dichiarato da Michel Barnier commissario Ue al mercato interno, con la nuova riforma dei derivati presentata dall’Unione Europea, non ci sarà più nessun mercato finanziario che rimarrà in un territorio da wild west.

La proposta su regolazione di derivati, cds e vendite allo scoperto presentata dall’Ue andrà a migliorare il controllo sui comportamenti delle società finanziarie, infatti proprio secondo Barnier il motivo principale che ha portato alla crisi economica è stata l’assenza di regolazione.

Nello specifico la proposta dell’Unione Europea prevede una stretta sulle vendite allo scoperto, definite short selling in gergo tecnico, oltre che sui sui credit default swap dal primo luglio 2012 e sui derivati entro fine 2012.

Per quanto riguarda le short selling la proposta è quella di aumentare la trasparenza, rendendo obbligatoria la notifica per tutti gli ordini riconosciuti come tali, per informare i regolatori. In particolare gli investitori saranno tenuti ad informare i regolatori quando arrivano allo 0,2% del capitale sulla posizione netta in azioni short e avvisare il mercato quando arrivano allo 0,5%.

La nuova regolamentazione permette ai regolatori di bloccare o limitare il divieto di short selling in qualsiasi strumento finanziario. Tuttavia anche i regolatori nazionali saranno controllati dalla Esma, Autorità europea per i mercati finanziari, che potrà intervenire direttamente.

Già in altri paesi come Giappone e Stati Uniti sono state varate regole sui derivati, ed ovviamente quelle della zona Euro dovranno confrontarsi con queste già esistenti. Barnier ha detto che le proposte dell’Ue sono in linea con la legislazione applicata già in altri paesi, in modo da assicurare che non ci siano arbitraggi regolatori.

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