Pil 2010 in crescita dell’1%, parola di Tremonti

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Buone notizie sul fronte economico arrivano dal ministro dell'economia Giulio Tremonti che è intervenuto nel corso dell'assemblea degli..

Buone notizie sul fronte economico arrivano dal ministro dell’economia Giulio Tremonti che è intervenuto nel corso dell’assemblea degli industriali romani e ha affermato che è possibile che nel 2010 il Pil arrivi a crescere dell’1% o addirittura al di sopra dell’1%. Per il 2009, invece, le previsioni restano piuttosto negative, come ha spiegato il ministro si prevede infatti un calo del Pil del 5% dopo aver perso il 6% negli ultimi due anni.

In ogni caso il ministro dell’economia ha ribadito quanto sostenuto dalla maggior parte degli esperti mondiali e cioè che se è vero che il 2010 sarà l’anno della ripresa è anche vero che l’economia mondiale sarà ancora caratterizzata da un’estrema debolezza e incertezza per cui è importante essere cauti nelle previsioni.


Il dato importante, secondo Tremonti, è che l’Italia “entra nel 2010 con numeri normali e in un periodo non normale e ciò non è totalmente negativo“. Quello a cui il ministro dell’economia si riferisce è il rapporto deficit/Pil in Italia che è assolutamente migliore rispetto a quella che è la media europea, così come lo sono anche altri indicatori economici, quali l’occupazione e il Pil.


Tremonti ha poi precisato che non ci saranno tagli alla sanità perchè in Italia ha un costo minore rispetto alla media europea e ha un rendimento in alcuni casi addirittura superiore. Per il termine della legislatura è invece prevista la riforma fiscale che sarà rivolta al lavoro e alla famiglia e di cui Tremonti ha rivelato di averne già iniziato a parlare con il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Il ministro dell’economia ha parlato anche del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia affermando che ascoltare Marcegaglia e leggere le agenzie gli ricorda la dialettica tesi-antitesi-sintesi dove molto spesso la dialettica è stata sviluppata nel ritmo della domanda e poi della risposta comune ma in alcuni casi la seconda domanda è arrivata troppo velocemente dopo la prima risposta. Non è detto che tutte le domande abbiano una risposta, qualche volta la risposta supera la domanda, come nel caso degli ammortizzatori sociali.

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