
Tagliato anche il tasso di sconto dello 0.50% (ora dunque e’ all’1.25%). Non e’ da escludere che la Fed possa provvedere ad ulteriori tagli poiche’ e’ in corso un sensibile rallentamento dell’attivita’ economica legato al calo della fiducia dei consumatori. L’inflazione dovrebbe rallentare mentre a peggiorare sono le previsioni sulle esportazione Americane a causa del rallentamento economico nei mercati di sbocco.
Nella giornata di ieri, gia’ prima della decisione adottata dalla Federal Reserve, si e’ assistito ad una complessiva seduta positiva europea con i mercati borsistici del “Vecchio Continente” che, eccezion fatta per Francoforte (in calo dello 0.45%), hanno chiuso in forte rialzo.
Si fa chiaro nel frattempo il piano d’azione Europeo contro la recessione incombente con il Presidente della Commissione UE, Jose’ Manuel Durao Barroso, che ha anticipato che il 26 Novembre verra’ presentato un piano complessivo per la ripresa UE basato su misure mirate a breve termine.
La moneta unica europea prosegue la sua marcia rialzista in questo quadro di ripresa generale dei listini azionari e di continue iniezioni di liquidita’ e fiducia. L’Euro ha toccato un picco di 1.3295 sul Dollaro.
Lo Yen rimane in fase di consolidamento del trend precedente essendo gia’ esaurita la forza che aveva proiettato al rialzo contro la valuta giapponese sia il Dollaro che l’Euro.
A tagliare I tassi dello 0.5% e’ stata anche la Banca Centrale norvegese portandoli cosi’ al 4.75%.