Mercati azionari influenzati da Angela Merkel

di Gianni Puglisi Commenta

Con il 41,5% dei voti, Angela Merkel vince le elezioni politiche con il suo partito che ha ottenuto il 40% dei consensi. Un 40% di consensi che non permette, però, di ottenere la maggioranza assoluta e che potrebbe dare vita ad un governo delle larghe intese, governo assieme ai socialdemocratici del Spd, secondo partito in Germania con il 25,7% dei voti. Le conseguenze di queste elezioni politiche, in una delle economia principali dell’Europa, hanno creato i loro effetti nei mercati azionari compreso quello italiano.

L’indice che la performance dei grandi titoli societari nel settore bancario della zona euro, lo Stoxx 600, dall’inizio di settembre ha un guadagno +5,4%, concludendo la terza settimana consecutiva di guadagni con i rialzi del 2013 a +12%. Quest’ultimi dati si evincono dopo che la Federal Reserve ha deciso di non annunciare, quanto meno per il momento, nessuna manovra di tapering, ovvero nessuna diminuzione degli acquisti di Treasuries e dei titoli che sono legati ai mutui, titolo che attraverso quello che è il quantitative easing 3, effettua ogni mese, con un valore quantificato in dollari per un ammontare di 85 miliardi.

L’indice preliminare dei direttori di acquisto è salito nel mese di settembre a 52,1 punti dai 51,5 punti del precedente mese di agosto. Questo rialzo ha permesso di portare l’aumento più sostenuto dal mese di giugno del 2011. Un dato positivo, quest’ultimo, che dev’essere sempre valutato sul settore manifatturiero, settore che ha visto la sua componente calare al minimo dal 51,4 al 51,1 nel giro di due mesi.

Ftse Mib in ripresa con +0,17% sul filo di 18.000 punti, spread BTPBund calcolato a 10 anni +1,06% a 244,64 punti, a fronte dei rendimenti decennali +0,41% al 4,29%. Non va bene, invece, per Eni, che perde il 2% e più. Rimanendo sempre in Italia, acquisti sui bancari come segue: Banca Monte dei Paschi di Siena +0,19%, Banca Popolare di Milano +1,18%, Banco Popolare +0,77%, Banca Intesa +1,24%, Banca Unicredit -0,15% e Ubi Banca -0,15%. Tra i titoli che sono andati bene c’è quello di Finmeccanica, titolo con oltre +3%, diversamente dai titoli della compagnia telefonica Telecom Italia con un -0,19%.

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