Possibile divorzio VW Suzuki travolge la Fiat

di Verna Vito Commenta

La rottura della partnership tra VW e Suzuki coinvolge anche Fiat, già ampiamente maltrattata dai mercati.

La notizia è di quelle che fa scalpore. Il più importante gruppo automobilistico tedesco, ovverosia Volkswagen, e una delle più grandi aziende produttrici giapponesi, cioè Suzuki, starebbero per terminare, anche in maniera piuttosto brusca e senza mezzi termini, la partnership tra i due colossi dell’auto, entrambi presenti, quest’oggi, all’apertura ufficiale del Salone di Francoforte 2011 che deciderà le sorti future, per lo meno a breve termine, di moltissime realtà industriali.

Il pomo della discordia, come si evince dalla parole di rabbia che si sarebbero lasciati sfuggire i vertici del marchio tedesco, sarebbe stato il venir meno, da parte di Suzuki, degli accordi commerciali stabiliti in precedenza.


FIAT RAFFORZA PARTNERSHIP CON SUZUKI

Il motivo? Suzuki avrebbe avviato dei contatti industriali con Fiat per la fornitura e l’implementazione, sulle proprie vetture, nonché su un possibile, futuro, sviluppo dedicato dei motori diesel Multijet grazie ai quali il marchio torinese sarebbe divenuto famoso i tutto il mondo in termini di prestazioni e rispetto dell’ambiente.

La questione, così delicata, ha ovviamente coinvolto, in maniera decisamente negativa, anche la Fiat e, in particolari, le quotazioni dell’azienda italiana che, mentre scriviamo, perde il 3,34% a quota 3,48 euro.

TARGET PRICE FIAT INDUSTRIAL TAGLIATO DA JP MORGAN

Il periodo no della Fiat, dunque, sembrerebbe destinato a perdurare ancora a lungo. La decisione della Fiat, infatti, di aggirare il vincolo che legava VW a Suzuki, piuttosto che generare benefici non è stato digerito né dai mercati, come abbiamo visto, né dagli analisti.

Il problema principale è quello, secondo gli esperti di Intermonte, che Fiat non riuscirà a sostituire VW e non vi saranno joint venture o simili tra Suzuki e Fiat, entrambe troppo bisognose del mercato indiano, da alcuni anni in fortissima espansione.

La mossa della Fiat, in definitiva, è stata fine a se stessa e non porterà a nulla.

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