Trimestrale General Electric luglio settembre 2010

General Electric ha archiviato il terzo trimestre dell’anno con un utile netto in calo del 18% a 2,06 miliardi di dollari, ovvero 0,18 dollari per azione. Se si escludono le voci straordinarie, invece, l’utile risulta essere pari a 0,29 dollari per azione.

Si tratta di un risultato di gran lunga inferiore a quello ipotizzato dagli analisti, che avevano parlato in media di 0,27 dollari per azione, una performance deludente causata principalmente dalle perdite della divisione giapponese e dal generale calo della domanda di grandi macchine industriali, tra cui i motori destinati agli aerei e le turbine eoliche.

Burgo possibile ritorno a Piazza Affari

La crisi economica ha colpito in maniera piuttosto dura anche il cartaio torinese Burgo e le imprese controllate dalla famiglia Marchi, tuttavia a distanza di due anni la società inizia a cogliere i primi frutti della radicale ristrutturazione avviata già prima dell’inizio della grave crisi economica.

I primi barlumi di luce hanno portato i soci a prendere in considerazione la possibilità di riportare Burgo a Piazza Affari, tuttavia fino ad ora non si è mai parlato di una data certa, si tratta piuttosto di un’idea che i soci prendono in considerazioni già da diversi mesi.

Trimestrale Sony Ericsson luglio settembre 2010

Sony Ericsson ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 49 milioni di euro, contro la perdita da 164 milioni di euro registrata nello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi hanno registrato un calo dell’1,2% a 1,6 miliardi di euro. Entrambi i dati risultano inferiori rispetto alle previsioni degli analisti che avevano atteso in media un utile di 67 milioni e ricavi per 1,8 miliardi.

La joint venture tra Sony ed Ericsson è riuscita ad arginare la perdita registrata nel terzo trimestre dello scorso anno soprattutto grazie all’aumento del prezzo di vendita del 35,1% a 154 euro circa, circostanza che ha permesso alla società di arginare in parte anche i danni derivanti dal calo delle vendite che, nel periodo in esame, ha registrato una contrazione del 26,2% a 10,4 milioni di unità.

Investire puntando ai dividendi, occhio ai rischi

L’instabilità dei mercati ha portato ad un aumento dei dividendi che consente, a chi ha scelto di investire in questo periodo, di avere ottime possibilità di assicurarsi rendimenti più elevati rispetto ai titoli di Stato.

Tuttavia, secondo Samy Chaar del team investments strategy di Lombard Odier, non bisogna trarre conclusioni affrettate, perchè se è vero che in Europa i dividendi hanno superato i bond decennali è anche vero che non c’è alcuna prova che l’aumento dei dividenti porti automaticamente ad un aumento dei rendimenti azionari.

Previsioni Pirelli 2010 riviste al rialzo

Il consiglio di amministrazioni di Pirelli, in vista della presentazione del nuovo piano triennale 2011-2013, ha esaminato i dati preliminari al 30 settembre 2010 e ha deciso di rivedere al rialzo gli obiettivi fissati per il 2010.

Per la fine dell’anno, in particolare, Pirelli prevede di riuscire a realizzare ricavi superiori a 4,9 miliardi di euro, un Ebit margin oltre il 7,5%, un risultato operativo a 380 milioni di euro e la riduzione dell’indebitamento netto ad un livello inferiore ai 700 milioni di euro previsti in precedenza.

Bilancio Porsche esercizio 2009-2010

Porsche ha chiuso l’esercizio fiscale 2009/10, terminato lo scorso 30 luglio, con un rosso di 454 milioni di euro. Ad incidere in maniere positiva sui conti della casa automobilistica sono stati soprattutto gli oneri legati alla fusione con Volkswagen.

In ogni caso si tratta di un dato migliore rispetto al precedente esercizio, chiuso con una perdita di 3,6 miliardi di euro. Porsche, inoltre, ha fatto sapere che gli oneri dovrebbero ulteriormente ridursi nel corso dei prossimi mesi, circostanza che dovrebbe consentire di tornare all’utile nel 2011, soprattutto grazie alla spinta delle vendite del modello Panamera Sedan.

Trimestrale Roche luglio settembre 2010

Roche ha chiuso il terzo trimestre 2010 con ricavi in calo del 3% a 11,49 miliardi di franchi svizzeri, leggermente inferiori rispetto alle stime degli analisti che avevano previsto 11,85 miliardi di franchi svizzeri. Nello stesso periodo dello scorso anno gli utili conseguiti ammontavano a 12,4 miliardi.

Nel periodo in esame, in particolare, i ricavi della divisione farmaceutica sono calati del 5% a 9 miliardi, un trend negativo causato soprattutto dal calo del 90% delle vendite di Tamiflu, il vaccino per la prevenzione dell’influenza che lo scorso anno ha registrato un boom di richieste. In crescita, rispettivamente dell’8% e del 7%, invece, le vendite dei farmaci anticancro Herceptin e Avastin.

Telecom aumenta quota in Sofora

Telecom Italia ha fatto sapere di aver formalizzato l’accordo destinato all’acquisizione della maggioranza del capitale di Sofora Telecomunicaciones S.A., holding che controlla Telecom Argentina. Le autorità antitrust del settore delle telecomunicazioni in Argentina hanno infatti fornito la loro approvazione.

L’accordo, in particolare, consentirà a Telecom di rafforzare la sua posizione portandola dal 50% al 58% del capitale, un’operazione che per la compagnia telefonica non comporta nessun esborso e le consente al contempo di consolidare linea per linea i risultati di Sofora/gruppo Telecom Argentina a partire dal quarto trimestre 2010.

Differenza tra moratoria Abi e moratoria statale

Non sono per niente poche le famiglie che in questo periodo non riescono a far fronte al pagamento della rata mensile del mutuo, un problema che può essere risolto ricorrendo a diverse soluzioni. Tra queste la rinegoziazione del mutuo o la surroga del mutuo, due soluzioni che consentono di cambiare il piano di ammortamento alleggerendo la rata mensile.

In alternativa, in presenza di particolari situazioni considerate “gravi”, è possibile richiedere la sospensione del pagamento del mutuo per diversi mesi mediante due tipi di moratoria, quella statale e quella concessa dall’Abi.

Obiettivo e previsioni Azimut, fiduciosi gli analisti

Circa una settimana fa Marco Malcontenti, deputy ceo e cfo di Azimut, ha dichiarato che l’obiettivo della società è quello di riuscire a raddoppiare le masse gestite entro i prossimi cinque anni, dichiarazioni che non hanno affatto suscitato scetticismo tra gli analisti che, al contrario, hanno dimostrato di essere fiduciosi nelle possibilità di Azimut.

Poche ore dopo le dichiarazioni di Malcontenti, infatti, Equita sim ha pubblicato un report che colloca Azimut nella lista delle quotazioni “preferite”, con una raccomandazione “buy” e un target price a 10,2 euro.

Ottimismo su Yoox, in Borsa continuerà a salire

Tra i titoli più brillanti del listino milanese c’è senza dubbio Yoox. Dall’inizio dell’anno, infatti, il titolo della società che si occupa della vendita di abbigliamento online ha registrato una rivalutazione del 40% circa, ma secondo gli esperti si tratta solo dell’inizio.

L’opinione è concorde tra gli analisti. Pochissimi giorni fa, infatti, Goldman Sachs ha alzato il target price da 9,3 a 11,50 euro, confermando la raccomandazione “buy”, mentre circa due settimane fa Bank af America ha avviato la copertura con una raccomandazione “buy” e un target price a 8,5 euro.

Enel Green Power fuori dal “rischio regolatorio”

Lo sbarco in Borsa di Enel Green Power, a cui gli uomini di Fulvio Conti lavorano da quasi due anni, come tutti già sanno ha come obiettivo principale la riduzione del debito di oltre 50 miliardi che grava su Enel SpA.

In ogni caso, a prescindere da quelli che sono gli obiettivi della capogruppo, l’Ipo di Enel Green Power è senza dubbio la più grande operazione finanziaria dell’anno a Piazza Affari, nonchè una delle principali in tutta Europa.

Stime domanda di petrolio alzate dall’Opec

Nell’ultimo periodo il prezzo del petrolio è stato tutt’altro che volatile, anzi, si sta vivendo una fase di stabilizzazione che si aggira intorno agli 80 dollari al barile, secondo gli esperti causata principalmente dal livello delle riserve. Nei paesi industrializzati, infatti, gli stock equivalgono ad oltre 60 giorni di consumi, il livello più alto registrato negli ultimi tempi.

Questo, dunque, dovrebbe essere sufficiente ad evitare possibili sorprese visto che gli analisti sono concordi nel ritenere che sul fronte dei prezzi e della produzione non ci dovrebbero essere grandi cambiamenti, contrariamente a quello che riguarda la domanda.

Pfizer acquista King Pharmaceuticals

Pfizer ha comunicato di aver raggiunto un accordo per acquistare King Pharmaceuticals verso un corrispettivo pari a 3,6 miliardi di dollari. In base a quanto stabilito dalle due aziende, in particolare, gli azionisti di King Pharmaceuticals riceveranno 14,25 dollari per azione, ossia un premio del 40% rispetto al prezzo di chiusura di ieri.

Attraverso questa operazione Pfizer punta a rafforzare la sua posizione sul mercato dei farmaci antidolorifici. Secondo le prime stime si ritiene che la transazione dovrebbe far aumentare l’utile per azione di Pfizer di 0,02 dollari nel 2011 e nel 2012 e di 0,03 – 0,04 dollari tra il 2012 e il 2015.