
Nelle scorse giornate il titolo ha avuto delle buone sedute che hanno portato nella giornata di ieri ad avere una candela Marubozu bianca sufficientemente lunga a far sperare un nuovo allungo.

Nelle scorse giornate il titolo ha avuto delle buone sedute che hanno portato nella giornata di ieri ad avere una candela Marubozu bianca sufficientemente lunga a far sperare un nuovo allungo.

E’ avvenuta una una Doji line proprio sui 10,75 euro e questo potrebbe portare il titolo a pesare nel brevissimo termine 11,30 euro per azione anche se le raccomandazioni sono necessarie poichè se il titolo Fiat dovesse toccare i 10,5 euro per azione il trend tornerebbe ribassista.

I risultati del trimestrale infatti sono stati peggiori delle attese dove l’utile netto è stato di 37 milioni di euro contro i 164 dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

Se euro/dollaro è arrivato a pesare 1,5, la quotazione dell’oro ha raggiunto 1108,55 dollari l’oncia.
Questo valore corrisponde decisamente ad un nuovo record storico superando persino quello della scorsa settimana. E’ possibile che l’oro continui la sua salita ancora per qualche mese come abbiamo ipotizzato nelle previsioni dell’oro e poi è possibile una discesa.

Secondo le prime indiscrezioni Roger Carr, il presidente di Cadbury, non prenderà nemmeno in considerazione l’Opa di Kraft, che sempre stando ai ben informati dovrebbe avere un valore stimato tra i 10 e gli 11 miliardi di sterline.
Oggi entro le 17 il gruppo americano deve fare la sua offerta, come voluto dalla deadline del Takeover Panel britannico, che vuole mettere fine ad un periodo in cui si è parlato molto di questa acquisizione ma non se ne è fatto niente di concreto.

Resta contrastato il quadro di breve termine, sarà ora necessaria una fase riaccumulativa per il titolo del Lingotto se poi vorrà mettere a segno nuovi rialzi.

Rimbalzo che non è andato a buon fine, infatti il valore del titolo è rimasto al di sotto della resistenza che si trova a quota 2,43-2,45 euro. Rimane così molto contrastato il quadro di breve periodo.

Sono in netto calo le disponibilità finanziarie nette del gruppo, che passano da 1,10 miliardi del 31 dicembre 2008 a 1,08 miliardi al 30 settembre 2009.
Parmalat chiude i primi mesi dell’anno con fatturato netto a 618,2 milioni (677,5 milioni nello stesso periodo 2008), Mol a 59,9Â milioni (40,1 milioni) e utile del periodo a 228,2 milioni (614,2 milioni).

Impregilo in questo periodo di nove mesi ha fatto registrare lavori acquisiti per circa 6 miliardi e un portafoglio ordini complessivo pari a 21,1 miliardi, cresciuto del 30% rispetto a fine 2008.

Nei primi 9 mesi dell’anno 2008 l’utile netto dell’azienda che produce tubi in acciaio per il settore energetico si era attestato sui 2 miliardi di dollari mentre nello stesso periodo del 2009 l’utile netto è sceso più della metà attestandosi sui 939 milioni di dollari.

La riduzione degli utili è stata sostanziale nei primi 9 mesi di quest’anno e questo è anche dipeso dalla svalutazione per la cessione della società tedesca Hansenet attiva nella banda larga per un valore di 540 milioni di euro.

Nelle ultime sedute Campari ha trovato modo di mettere a segno un deciso rimbalzo che potrebbe portare il valore del titolo molto vicino se non oltre i livelli massimi fatti registrare il mese scorso.
E’ stata decisiva la tenuta del supporto a 6,4 euro, che ha permesso a Campari di gettare le basi per questo rush positivo.

Il titolo Enel sembra essersi fermato a quota 4,1 euro, senza riuscire a mettere a segno l’allungo decisivo per andare a superare la resistenza di breve che è posta a 4,2 euro.

Si rafforza così il quadro tecnico di breve periodo del titolo del Lingotto, che dopo un periodo di consolidamento potrà provare a sfondare la soglia degli 11,5 euro, puntando i massimi delle ultime settimane.