
Ieri il titolo in borsa ha concluso le contrattazioni in rialzo dello 0,78% a 5,8 euro, confermando questo trend rialzista degli ultimi giorni.

Ieri il titolo in borsa ha concluso le contrattazioni in rialzo dello 0,78% a 5,8 euro, confermando questo trend rialzista degli ultimi giorni.

La crisi economica ha portato minori vendite anche nel settore tessile anche se Benetton è riuscita egregiamente a contenere i risultati negativi. I ricavi, se pur in maniera limitata, sono diminuiti portandosi nei primi 9 mesi dell’anno 2009 a 1,49 miliardi di euro con una diminuzione quindi di circa il 3% (2,8% per l’esattezza).

Al momento il titolo sta perdendo oltre un punto percentuale portando così il titolo Lottomatica ha pesare 14,60 euro per azione. Nella giornata di ieri il titolo ha chiuso con un doji line a quota 14,75 con scambi abbastanza nella media.

La banca ha fatto sapere che sarà probabile per il 2009 entrare in territorio di utile con la possibilità di emettere il dividendo sulle azioni ordinarie. Nei primi 9 mesi dell’esercizio 2009 la banca ha fatto registrare una diminuzione degli utili netti portando il valore a 2,262 miliardi di euro anche se i profitti netti sono saliti di ben 161 milioni di euro.

Unicredit con queste ultime prestazioni mostra un’ottima capacità di tenuta, come evidenziano gli analisti, aggiungendo inoltre che dopo il forte rimbalzo delle ultime sedute, il titolo ora deve costruire un’utile base accumulativa, capace di sostenere un ulteriore movimento rialzista.

Ma come si vede anche dal grafico nelle ultime sedute la situazione di Buzzi Unicem si è deteriorata notevolmente, con il valore del titolo che ha subito un brusco calo subito dopo il fallito attacco alla soglia psicologica e alla barriera poste a quota 12 euro.

Inoltre il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’emissione di obbligazioni senior unsecured non convertibili, fissata entro marzo 2010, riservate a investitori qualificati, per un valore fino a 750 milioni per il rifinanziamento di parte del debito esistente.
Come abbiamo detto nei giorni scorsi durante l’analisi tecnica, il titolo fiat nel brevissimo termine sta tentando l’allungo a 11,3 euro per azione fermo restando l’interesse di tenere in considerazione la linea a 10,5 euro che rappresenterebbe un segnale ribassista.

Nella giornata di oggi il titolo sta rimanendo inchiodato sui 2,51 euro per azione con una variazione, se pur minima, dello 0,4% in positivo. I risultati che arrivano dal trimestrale non sono però confortanti così come molte aziende come Mediaset e gran parte degli istituti di credito che devono affrontare il recupero di crediti non gestibili.

Nello scorso trimestre Barclays ha registrato un calo dell’utile pretasse da 2,84 a 1,56 miliardi di sterline.
In questi ultimi tre mesi sono aumentati gli oneri per svalutazioni e per accantonamenti, passando da 862 milioni a 1,4 miliardi dello stesso periodo del 2008. Si è registrato un incremento anche del reddito operativo, passato da 6,88 a 8,68 miliardi.
I ricavi del gruppo sono scesi a 2,65 miliardi (-11,4%), l’Ebit è passato da 705,2 milioni a 380,9 milioni.
Mediaset conferma gli obiettivi per l’anno in corso, cioè risultato operativo e utile netto consolidati sostanzialmente inferiori rispetto al 2008.

Resta perciò molto contrastato il quadro di breve termine del titolo del Lingotto, che prima di poter mettere a segno un rialzo consistente dovrà rendersi protagonista di una fase riaccumulativa al di sopra di quota 10,5-10,45 euro per azione.

Oggi sono stati resi noto i dati dei primi 9 mesi di esercizio dell’anno 2009 e la situazione, com’era facile prevedere, vede un calo sostanziale dei ricavi e dei valori standard di bilancio rispetto all’anno 2008.

Nel consiglio di amministrazione di oggi è possibile che venga presentato il programma per l’emissione di un bond per un valore di 300 milioni di euro che serviranno a dare maggiore liquidità alla società controllata dal gruppo Fininvest.