Ubs consegnerà 5.000 nominativi agli Stati Uniti

di Redazione 2

Non c'è ancora alcuna conferma ufficiale ma a quanto pare la disputa tra UBS e il fisco americano sarà presto risolta mediante un accordo..

Non c’è ancora alcuna conferma ufficiale ma a quanto pare la disputa tra Ubs e il fisco americano sarà presto risolta mediante un accordo tra le due parti in causa.

Ubs, ricordiamo, è accusata dal fisco statunitense di aver aiutato circa 52.000 suoi clienti americani ad evadere il fisco, principalmente attraverso dei conti off-shore. Il governo americano, quindi, pretende da UBS i nominativi di questi suoi clienti americani, informazioni che la banca elevetica si rifiuta di fornire perchè in contrasto con le leggi svizzere relative al segreto bancario.


Ubs, per preservare i suoi clienti e rispettare le leggi svizzere aveva offerto al fisco americano un risarcimento di 300 milioni di dollari, risarcimento che l’America aveva categoricamente rifiutato, decisa ad ottenere i nominativi degli evasori. Tuttavia, la prima udienza del processo che doveva tenersi proprio oggi 3 agosto è stata rinviata su richiesta di entrambe le parti, per cercare di risolvere la questione attraverso un accordo extragiudiziale.


L’udienza è stata rinviata al 10 agosto ed entro questa data le parti devono comunicare i termini dell’accordo. Mancano solo pochi giorni, quindi, ma alcuni giornali svizzeri hanno già iniziato a riportare alcune indiscrezioni secondo cui l’accordo tra Ubs e il fisco americano prevede l’assenza di ammende per Ubs ma l’impegno da parte della banca elvetica a fornire 5.000 nomi di evasori, quelli su cui gravano indizi più pesanti.

Fornire questi 5.000 nomi, a quanto pare, non comporta la violazione delle leggi svizzere da parte di Ubs poichè si farebbe ricorso alla maggiore collaborazione elvetica in tema di evasione fiscale contenuta nell’accordo di revisione della doppia imposizione, accordo che Berna e Washington hanno firmato alcune settimane fa.

Un potenziale accordo che, sebbene non sia stato ancora confermato da fonti ufficiali, appare perfetto per risolvere la questione. In questo modo, infatti, gli Stati Uniti otterranno un numero cospicuo di nominativi e Ubs eviterà di dover pagare ulteriori ammende senza tuttavia infrangere la legge.

Ricordiamo, infatti, che Ubs ha già pagato una multa di 780 milioni di dollari che influirà inevitabilmente sui risultati del secondo trimestre 2009.

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