
La notizia, riportata dal giornale Vedomosti, citando alcuni azionisti della stessa Lenta, pone in evidenza quella che si presenterebbe come un’offerta irrinunciabile.
La notizia, riportata dal giornale Vedomosti, citando alcuni azionisti della stessa Lenta, pone in evidenza quella che si presenterebbe come un’offerta irrinunciabile.
Già entro pochi giorni, stando alle convinzioni dei vertici dell’istituto di credito toscano, la partecipazione nella Banca Monte di Parma dovrebbe passare all’interno del portafoglio di Banca Sella: quindi, salvo sgradite e del tutto improbabili sorprese, nome dell’acquirente e data della conclusione dell’accordo sarebbero già in cassaforte.
Dovrebbe tardare poco di più, invece, il passaggio di mano del 70% della Sgr, per acquisire la quale rimangono in pole position Credit Suisse – Investitori associati e Clessidra – Fmr Asset Management.
Passera ha quindi ammesso di trovarsi dinanzi a una situazione notevolmente difficile, dalla quale, tuttavia, è possibile uscire. Sebbene occorrerà attendere probabilmente due o tre settimane prima di averne conferma ufficiale, più voci vicine alle società interessate sembrano essere concordi nel pensare a una soluzione che preveda una divisione della compagnia aerea di bandiera in due società , una newco e una bad company.
Tra i nomi più accreditati per la nuova Alitalia viene confermato anche nelle ultime ore quello di Carlo Toto, di Air One, mentre si registra un passo indietro da parte di Roberto Colaninno, inizialmente accostato alla cordata italiana in fase di creazione per il salvataggio di Alitalia, e poi discostatosi negli ultimi giorni (sebbene Colaninno non abbia mai esplicitamente aderito all’idea di entrare nel gruppo degli imprenditori).
L’accordo include anche le centrali termoelettriche spagnole di Tarragona e Los Barrios, mentre non contiene, contrariamente a quanto si pensava, la cessione a E.On dei diritti di prelievo di energia elettrica dalle fonti nucleari relative alle centrali spagnole di Endesa, originariamente previsti in una precedente intesa siglata nel corso dello scorso anno.
I flussi diretti provenenti dall’Italia all’estero sono infatti saliti nel 2007 a quota 90,8 miliardi di dollari, praticamente più del doppio rispetto ai 42,1 miliardi di dollari realizzati nel 2006.
Ma, come riportano puntualmente i dati dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, il merito è da attribuire soprattutto all’operazione compiuta dall’Enel in Spagna nel settore delle utilities. L’acquisizione di Endesa da parte della compagnia energetica italiana ha infatti da sola fatto salire dell’80% gli investimenti diretti esteri compiuti dal nostro Paese. Come a dire che il così sensibile aumento dei flussi in uscita è dovuto alla sola operazione di shopping iberico.
Oltre alla vicenda Fincantieri, dovrebbe subire uno sviluppo in termini di privatizzazione anche la vicenda Alitalia, sebbene occorrerà attendere sicuramente almeno qualche mese, al fine di consentire una rapida evoluzione della delicata situazione della compagnia aerea di bandiera. Alitalia, molto probabilmente, potrebbe raggiungere un accordo con AirOne grazie alla “sponsorizzazione” di Intesa Sanpaolo, recentemente nominata advisor con l’intento di preparare la piazza alla migliore intesa sottoscrivibile.
E’ infatti noto che la belga InBev ha pronti su un piatto d’argento ben 46,35 miliardi di dollari per rilevare le attività di Anheuser Busch, compagnia nord-americana che domina il mercato nazionale, detenendo la proprietà di alcuni tra i brand più noti del settore, come la birra Budweiser. L’offerta della società belga, pari a 65 dollari per azione, non sembra tuttavia aver pienamente convinto la società oggetto di una possibile acquisizione, che non ha perso tempo ed ha cercato valide alternative alla transazione con la concorrente oltreoceanica.
Volkswagen ha ora l’occasione di ampliare ulteriormente i propri business, concentrandosi – oltre che sul segmento principale, rappresentato dai veicoli privati e quelli commerciali leggeri – anche sui camion e su altri veicoli superiori alle 16 tonnellate di peso. L’autorizzazione da parte dell’Unione Europea si è resa necessaria in virtù del possesso, da parte di Volkswagen, di una partecipazione minoritaria in MAN, un produttore tedesco di veicoli pesanti.