Bonus acquisto auto: l’Europa chiede spiegazioni

di Stefania Russo Commenta

La Commissione, che ha chiesto una risposta del governo italiano entro

La Commissione Europea ha inviato una lettera al governo italiano nella quale chiede espressamente delle delucidazioni sul piano varato dal governo a sostegno dell’industria automobilistica e di quella relativa al settore degli elettrodomestici.

La Commissione, che ha chiesto una risposta del governo italiano entro cinque giorni, nutre seri dubbi sulla conformità di questo piano con le attuali normative comunitarie.


Jonathan Todd, portavoce della Commissione Europea, ha spiegato che i dubbi di Bruxelles sono alimentati dal fatto che il piano del governo italiano prevede la firma di un protocollo, circostanza che determina una inevitabile svantaggio per tutti coloro che non firmeranno tale protocollo. Se così fosse, quindi, l’aiuto prospettato dal governo oltre ad essere discriminatorio sarebbe anche contrario alla libera circolazione dei beni.

Il piano varato dal governo, in effetti, consta di un protocollo stipulato con le parti sociali e che vede il governo impegnato a concedere aiuti quantificati in 1,2 miliardi di euro attraverso incentivi alla rottamazione, soprattutto al fine di fronteggiare la crisi economica e mantenere in vita le attività produttive italiane.

Andrea Ronchi, ministro per le politiche comunitarie, e Claudio Scajola, ministro per lo sviluppo economico, hanno entrambi confermato che il piano del governo è assolutamente in linea con la normativa comunitaria e che si sta già provvedendo a fornire alla Commissione le informazioni richieste, atte a confermare la compatibilità del piano con le norme dell’Unione Europea.


A chi qualche giorni fà aveva già previsto eventuali incompatibilità del piano con quanto stabilito dall’Unione Europea il ministro Scajola aveva risposto che il piano non prevede affatto aiuti alle imprese ma solo aiuti al consumo finalizzati al rinnovo del parco auto.

Scajola, parlando del piano varato dal governo, ha affermato: “Ci siamo mossi esattamente secondo quanto insieme concordato. Abbiamo definito in accordo con le parti sociali che questo aiuto deve essere accompagnato da un impegno nel mantenimento degli stabilimenti italiani e a proseguire l’attività di ricerca e investimento sui nuovi modelli e anche di rendere regolari verso i sub fornitori”.

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