UniCredit taglia utilities italiane

di Verna Vito Commenta

I giudizi di UniCredit sulle aziende italiane del comparto energetico sono decisamente peggiorati a causa della Robin Hood Tax sull'energia.

UniCredit torna a fare i conti con la Robin Hood Tax sull’energia prendendo in considerazione proprio alcune delle più importanti utilities italiane.

Il creditwatch, congiuntamente alla revisione al ribasso delle quotazioni delle società italiane dell’energia attive a Piazza Affari, con conseguente declassamento e taglio del target price si è reso necessario, secondo il report ufficiale con il quale gli esperti di UniCredit hanno dato i voti, a causa dell’impatto, sicuramente negativo, che il provvedimento contenuto nel testo del decreto legge 13 agosto 2011 n°138, ovverosia la manovra finanziaria 2011, avrà sui conti  delle aziende del comparto.


Il provvedimento in questione, lo ricordiamo, causerà un rialzo di 4 punti percentuali dell’IRPEF per i prossimi 3 anni, aumentando dunque l’imposizione fiscale dal 6,5 al 10,5%, e coinvolgerà anche le società, quali EGP, attive nel settore delle energie rinnovabili.

I GIUDIZI DI UNICREDIT

La prima azienda a finire nel mirino UniCredit è stata, ovviamente, Enel, seguita a ruota dalla controllata attiva nel comparto delle energie rinnovabili Enel Green Power.

Enel, infatti, pur riuscendo a mantenere rating buy si è vista abbassare il prezzo obiettivo da 4,8 a 3,8 euro. Peggio riesce a fare EGP che non riesce a migliorare il proprio rating (fermo ad hold) e si vede tagliare pure il target price da 1,9 ad 1,75 euro.

Non vanno meglio, però, le società italiane più piccole quali Terna, che si vede tagliare il prezzo obiettivo, da 3,7 a 3,3 euro, e mantenere il proprio rating a buy, oppure SNAM Rete Gas che conferma rating hold ma cede quasi  50 centesimi passando da 4,15 a 3,75 euro.

Un poco migliori sono le valutazioni rilasciate in merito alla situazione di HERA e Iren. Le due aziende, infatti, entrambe giudicate con rating buy, sono considerate quali le migliori nei propri settori e perciò decisamente apprezzate da UniCredit che, comunque, non può esimersi dal tagliare il target price delle due società (da 1,85 a 1,35 per quanto riguarda HERA e da 1,6 a 1,1 nei confronti di Iren).

Infine, anche Acea si è vista tagliare il rating, passato ad hold, ed il prezzo obiettivo, passato da 6,3 a 5,8 euro.

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