

Dopo il successo dell’Opa sul capitale di Impregilo e la valutazione preliminare dell’operazione di integrazione con Salini, il consiglio di amministrazione del general contractor milanese ha deciso di nominare gli advisor per l’operazione di fusione Impregilo-Salini. Angelo Provasoli è stato incaricato dal cda, in qualità di esperto indipendente, di redigere la perizia valutativa che dovrà essere uno strumento di supporto nelle decisioni del board sulla determinazione del rapporto di concambio tra le azioni Impregilo e Salini. Nominato come advisor anche Goldman Sachs, che si occuperà di tutti gli altri aspetti dell’operazione.
Dopo la pubblicazione dei conti trimestrali, avvenuta nella giornata di venerdì scorso, il titolo Diasorin (ticker: “DIAâ€) è apparso molto tonico a Piazza Affari. Favorite anche dalla promozione di Equita Sim e Intermonte, le azioni della società piemontese attiva nel settore della diagnostica hanno guadagnato il 5,8% circa nelle ultime due sedute di borsa. Diasorin ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto in calo dell’8,6% a 20,5 milioni di euro dai 22,5 milioni dello stesso periodo del 2012. Stabili i ricavi (+0,2%) a 105,8 milioni di euro.
Grazie alla crescita del business sui mercati asiatici, Salvatore Ferragamo è riuscito a raddoppiare gli utili nel primo trimestre dell’anno mentre in borsa il titolo aggiorna i record assoluti a 23,6 euro. La maison fiorentina ha evidenziato una crescita del giro d’affari del 9% a 282 milioni di euro, mentre l’utile netto è più che raddoppiato a 24 milioni di euro (+103% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). I ricavi sono praticamente in linea con le stime di consenso (280 milioni), mentre sono state battute le stime sull’utile.



Prima emissione obbligazionaria della settimana per il Tesoro italiano, che questa mattina ha venduto Buoni del Tesoro Poliennali di medio-lungo periodo e Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’inflazione europea. Il contesto di mercato resta molto favorevole, grazie all’enorme liquidità presente sui mercati dei capitali e al sentiment di appetito per il rischio che spinge gli investitori a comprare anche quei titoli di stato della periferia europea fino a qualche mese fa soggetti a pericolose turbolenze finanziarie per i noti problemi di bilancio pubblico.
Exor, la holding della famiglia Agnelli, che controlla sia Fiat Spa che Fiat Industrial, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una decisa flessione dell’utile consolidato, diminuito del 31,5% a 51,1 milioni di euro. Tuttavia, dal 31 dicembre scorso a fine marzo, il Nav (net asset value) è cresciuto del 9,8% a 8,364 miliardi di euro. La crescita del Nav è quasi identica a quella evidenziata nello stesso periodo dall’indice azionario di riferimento globale Msci World. Nell’ultima seduta di borsa il titolo ha guadagnato il 2,42% a 24,12 euro.
Nel corso dell’assemblea dei soci di Eni, il numero uno del colosso energetico Paolo Scaroni ha abbracciato diversi temi, ma non si è sbottonato molto sulle soluzioni richieste da alcuni azionisti (in particolare il fondo Knight Vinke) per risolvere il problema “reputazionale†di Saipem dopo lo scandalo delle presunte tangenti in Algeria. L’amministratore delegato del Cane a Sei Zampe ha però sottolineato che Eni non comprerà il 57,1% di Saipem, per giungere al controllo totale del gruppo petrolifero. Intanto, in borsa il titolo Eni è sui massimi da oltre 4 mesi sopra quota 18,5 euro.



