
I ricavi del gruppo sono cresciuti del 113% a 100 milioni di euro, l’Ebitda ha toccato quota 14,6 milioni in rialzo del 100%, mentre l’Ebit è cresciuto del 97% a 13,8 milioni.

I ricavi del gruppo sono cresciuti del 113% a 100 milioni di euro, l’Ebitda ha toccato quota 14,6 milioni in rialzo del 100%, mentre l’Ebit è cresciuto del 97% a 13,8 milioni.

Le previsioni del consenso erano di 22,6 milioni di utile netto.
Il fatturato del gruppo è cresciuto dell’11,7% a 302,4 milioni di euro, in particolare grazie all’aumento che si è registrato nei mercati esteri, come Asia Sud Occidentale (+188%), America (+60%) e resto del Mondo (+59%).

Erano ben cinque mesi che non si registrava un calo di questa portata per il prezzo del petrolio in una sola seduta di borsa.

Azimut potrebbe monetizzare la congestione disegnata nelle ultime settimane sopra 7,20 euro, cancellando inoltre del tutto le ipotesi di un possibile breakout al ribasso.

Il gruppo italiano ha beneficiato dell’aumento dei ricavi da vendita di energia elettrica nei mercati esteri e dal cambio del metodo di consolidamento della controllata Endesa, risalente al giugno 2009.
La cedola sarà staccata per un valore uguale ogni trimestre, a partire dal 23 maggio. I successivi dividendi saranno staccati il 22 agosto, il 28 novembre e il 20 febbraio 2012.

Adesso, secondo quanto stimato dagli esperti tariffari di Nomisma Energia, potrebbe essere il turno del metano, per cui è previsto un aumento del 2%, e dell’elettricità , prevista in rialzo dello 0,8%.

Franco Bernabè, attuale amministratore delegato del gruppo, sarà il nuovo presidente esecutivo di Telecom, con deleghe sulle operazioni straordinarie, finanza, rapporti con le authority e comunicazione istituzionale.

In seguito a questo movimento negativo di Prysmian, il quadro tecnico si è nettamente indebolito, e le proiezioni portano la quotazione del titolo verso quota 14-13,85 euro, addirittura con il rischio di un crollo fino in zona 13,15-13,10.

Il terremoto che ha colpito il Giappone ha tolto l’attenzione degli investitori dalla situazione in Libia, nel Medio Oriente e nell’Africa del nord.

Il gruppo ha potuto beneficiare della ripresa della domanda nei paesi sviluppati ed anche della grande crescita registrata nei paesi asiatici.

Hanno contribuito in particolare i proventi netti da partecipazioni che al 31 dicembre scorso sono risultati positivi per 39,6 milioni di euro.