
I ricavi netti sono calati del 21,7% a 459,6 milioni mentre il margine operativo lordo è sceso da 39,2 a 13,9 milioni di euro.

I ricavi netti sono calati del 21,7% a 459,6 milioni mentre il margine operativo lordo è sceso da 39,2 a 13,9 milioni di euro.

La causa principale di questo dato è il ricavo di 970 milioni di euro rilevato nel primo trimestre del 2009 a fronte della valutazione al fair value della put option concessa da Enel ad Acciona sul 25,01% di Endesa.

Questo valore è anche quasi 5 volte maggiore rispetto all’utile dello stesso periodo di un anno fa, quando era di 104 milioni. La raccolta premi consolidata è di 20,9 miliardi di euro, anch’essa in aumento del 16,2%.

I fattori che hanno portato all’utile sono il miglioramento dei risultati delle partecipate (+137,3 milioni), l’incremento del risultato finanziario netto (+42,5 milioni) e altre variazioni nette (+ 4,7 milioni).

I ricavi del gruppo si sono attestati a 365,2 milioni di euro, in aumento del 16,2%, con il consenso che aveva previsto ricavi pari a 357 milioni.

I ricavi del gruppo sono di 544,6 milioni, contro i 582,2 dell’anno passato, comunque in linea con il consenso che aveva previsto un valore di 545 milioni.

Sono risultati pari a 50,8 milioni di euro i costi operativi del trimestre, in aumento del 9,16% rispetto ai 46,5 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente, per effetto principalmente dell’incremento dei costi per il personale tesserato e degli altri oneri.

Basti pensare infatti che Equita sim aveva stimato un utile trimestrale a 17 milioni e Intermonte a 8 milioni.
Da notare però che hanno influito molto alcuni dati come le partite straordinarie per circa 29 milioni legate alla cessione del 20% della sub-holding Elog al Gruppo Ecorodovias.


Nello specifico il Ftse Mib Future, dopo un’apertura in gap-down a 18.545 punti, ha fatto registrare un veloce rimbalzo tecnico con i prezzi che si sono portati attorno a 19.150-19.180 prima e in area 19.300-19.350 in un secondo momento.

L’indice Nikkei di Tokyo, che nelle sedute di giovedì e venerdì aveva ceduto quasi 700 punti, ha chiuso la prima parte della seduta odierna in rialzo dell’1,30% a quota 10.499,25 punti, proprio in seguito all’accordo raggiunto in Europa.

Come precisato l’accordo prevede che 60 miliardi saranno messi a disposizione dalla Commissione Ue e 440 dagli Stati membri.

Il titolo ha prima ceduto la soglia psicologica a 15 euro, per poi perdere anche i successivi sostegni a quota 14,50-14,30 e 13,70-13,60.

L’impegno del nostro paese prevede aiuti per 14,8 miliardi di euro in tre anni, con una prima tranche da 5,6 milioni, cioè poco più dei 5,5 milioni di cui si parlava nei giorni scorsi.
L’Italia metterà a disposizione del paese ellenico questi aiuti sotto forma di anticipazioni di Tesoreria ed emissioni, senza alcun impatto sui conti pubblici.