
Questa operazione dovrebbe costare a Volkswagen qualcosa come 3,9 miliardi di euro extra.

Questa operazione dovrebbe costare a Volkswagen qualcosa come 3,9 miliardi di euro extra.
L’utile netto è stato di 2 milioni di euro, contro i 9,5 del 2008, ricavi da vendite a 199,3 milioni, segnando così un -22,5%, utile operativo pari a 14,5 milioni contro i 25,7 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il titolo del gruppo automobilistico ha chiuso la giornata di contrattazioni in borsa cedendo lo 0,35% a 11,23 euro. Gli esperti prevedono che solo un break-out di 11,5 euro potrebbe fornire a Fiat le basi per effettuare un grosso balzo in avanti con primo target a 11,7-11,75 ed un secondo a 11,95-12 euro.


Oggi si preannuncia una giornata tranquilla per il titolo azionario partita in rosso portandosi poi con una inversione di tendenza. Quello che ha fatto salire le quotazioni è stato l’aumento di capitale di 20 milioni di euro lanciato per riuscire a ridurre l’indebitamento netto dell’azienda immobiliare che ammonta a circa 105 milioni di euro. L’aumento di capitale prevede di consegnare 148 nuove azioni ogni 1000 possedute al prezzo di 0,97 euro ad azione.

Apple nell’ultimo trimestre ha messo a segno un utile netto di 1,67 miliardi di dollari, equivalenti a 1,82 dollari per azione, con una stima che parlava di 1,43 dollari per azione.
Apple quindi va anche oltre le migliori attese, il ricavo di questi tre mesi è stato di 9,87 miliardi di dollari.

I problemi sono sempre dietro l’angolo, e a confermare questa visione pessimistica ci pensano i nuovi studi di Prometeia, che ha pubblicato le stime del mese di ottobre 2009.
Secondo il centro studi Prometeia il Pil italiano nel 2009 farà segnare -4,9%, un valore molto inferiore al -4% di media previsto per il resto dell’Europa.

Gli esperti assicurano come un break-out in questo momento potrebbe dar vita ad un primo e deciso allungo con il raggiungimento di quota 11,45-15 euro, per poi puntare a quota 11,7-11,75 euro.

Per Deutsche Bank il titolo Fiat è da comprare e il proprio target price è a 15 euro per azione. Gli investitori a breve termine stanno invece aspettando il break-out a 11,2 euro che darebbe il via ad una salita molto interessante.

In chiusura di settimana scorsa Unicredit ha tentato un ulteriore aggancio a quota 2,8 euro, fallito però, anche se gli analisti e gli esperti vedono un quadro di breve periodo per il titolo costruttivo.

Con questi risultati è possibile infatti che venga erogato un dividendo totalmente in contanti e non come quello dello scorso anno che prevedeva un misto tra contanti e azioni.

Il break-out proprio di 11,2 potrebbe però a partire già da oggi dare la spinta giusta al titolo del Lingotto per risalire, con un primo obiettivo in area 11,4-11,43 e un secondo verso 11,6-11,65.

A partire da quest’ultima cifra ha poi preso il via un crollo inarrestabile che si è fermato solo a quota 24.000 punti, che rimane la soglia psicologica per il listino.

Come potete vedere le quotazioni sono semplici da osservare grazie anche alla possibilità di eseguire un filtro di ricerca per gli indici ETF, ETC, FTSE ed FTSE MIB. Nella tabella inoltre avrete la possibilità di filtrare la ricerca a seconda del simbolo del titolo azionario, del nome, vedere l’ordinamento dei maggiormente scambiati e la variazione maggiore.