Banche italiane ripartono con un deficit di 75 miliardi

di Stefania Russo Commenta

Gli esperti hanno stimato che la crisi finanziaria è costata alle banche italiane circa 75 miliardi di euro, una crisi dalla quale bisogna cercare..

Gli esperti hanno stimato che la crisi finanziaria è costata alle banche italiane circa 75 miliardi di euro, una crisi dalla quale bisogna cercare di uscire definitivamente proprio nell’anno in corso.

In particolare, se si considera la seconda matà del 2008 come inizio della crisi economica, emerge una perdita complessiva pari a 27 miliardi di euro, durante l’estate del 2008 il valore delle banche italiane raggiungeva 148 miliardi di euro, ora invece il loro valore raggiunge i 121 miliardi.


Bisogna poi considerare che nel corso degli ultimi 18 mesi le banche hanno dovuto effettuare anche altre tipologie di pagamenti, tra questi i Tremonti bond per i quali è stata raggiunta quota 4,05 miliardi di euro, un ricorso che dunque è decisamente più ridotto rispetto alle attese, questo soprattutto a causa della rinuncia da parte di Unicredit e di Intesa Sanpaolo. I Tremonti bond, infatti, implicano per le banche l’onere della restituzione e il pagamento di interessi passivi annui che superano i 344 milioni di euro.


Le banche che non hanno fatto ricorso ai Tremonti bond hanno scelto altre tipologie di strumenti, in particolare Unicredit ha varato ben due aumenti di capitale per un totale di 10 miliardi di euro, Intesa Sanpaolo ha invece preferito emissioni obbligazionarie per un totale di 1,5 miliardi di euro, stessa scelta per Ubi che ha scelto un’emissione a 4 anni arrivando a 640 milioni di euro.

In ogni caso il 2010 è considerato l’anno della ripresa anche se a riguardo ci sono delle previsioni contrastanti. Se da una parte arrivano segnali di ripresa dall’andamento dell’economia, dall’altra l’ufficio studi di Euler Hermes prevede per l’Italia una prospettiva di crescita pari allo 0,4% nel 2010. In ogni caso a giudare la ripresa saranno settori come l’energia e il farmaceutico.

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