Banche svizzere, regole più severe dopo Basilea 3

di Gianni Puglisi Commenta

La commissione governativa svizzera incaricata dal governo di vigilare e di studiare soluzioni per evitare che i grandi colossi possano fallire..

La commissione governativa svizzera, incaricata dal governo di vigilare e di studiare soluzioni per evitare che i grandi colossi possano fallire nel caso di un ritorno della grave crisi economica, ha proposto per Credit Suisse e Ubs, ossia i più grandi istituti bancari svizzeri, regole più severe rispetto a quelle che verranno imposte da Basilea 3.

Secondo la commissione, in particolare, per evitare ogni possibile rischio di fallimento le due banche dovranno detenere ciascuna almeno il 10% dei propri attivi ponderati per il rischio sotto forma di capitale, così come previsto dalle nuove regole di Basilea 3.


Ma questo non basta, le due banche svizzere, infatti, dovranno inoltre detenere un ulteriore 9% dei propri attivi, magari nella forma di bond convertibili (Contingent Convertible Bonds o CoCo), portando i coefficienti patrimoniali complessivi al 19%. I suddetti bond dovranno essere convertiti in azioni nel caso in cui i ratios scendano sotto i livelli predefiniti.

La proposta della commissione governativa svizzera, dunque, imporrebbe ai due colossi bancari regole più severe rispetto a quelle di Basilea 3, che al contrario richiedono alle banche di avere un minimo del 7% sotto forma di capitale di base.

Nonostante questo, tuttavia, Ubs e Credit Suisse non si sono mostrate contrarie alla proposta ma, al contrario, si sono dette fiduciose sulla possibilità di soddisfare i nuovi criteri nazionali e internazionali soprattutto grazie all’accantonamento degli utili, in ogni caso per mettersi in regola avranno tempo fino al 2018.

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