I manager AIG restituiscono i bonus ricevuti

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Andrew Cuomo è un nome che probabilmente molti di voi avranno già sentito. Si tratta del noto procuratore di New York che ha aperto..

Andrew Cuomo è un nome che probabilmente molti di voi avranno già sentito. Si tratta del noto procuratore di New York che ha aperto un’indagine in relazione agli ingenti bonus che alcune aziende, ritenute in serie difficoltà economiche, concedevano ai loro manager.

Una di queste è la AIG, un importate istituto statunitense operante nel campo delle assicurazioni, che ha ricevuto circa 170 miliardi di dollari dal governo americano per evitare il fallimento. Ebbene, dall’indagine è risultato che l’AIG abbia pagato ben 165 milioni di dollari ai propri manager sotto forma di bonus.


La vicenda, ovviamente, ha scatenato l’indignazione pubblica tanto che la Camera dei Rappresentanti ha approvato una norma che prevede una tassa del 90% sui bonus elargiti ai manager delle società che hanno ricevuto aiuti governativi. La norma, tuttavia, non è ancora stata approvata poichè i repubblicani hanno chiesto un periodo per poter esaminare bene la normativa prima che questa venga inviata al Senato.

Nel frattempo, tuttavia, giungono buone notizie. Andrew Cuomo, infatti, ha annunciato che 15 dei 20 manager che hanno ricevuto tali bonus hanno deciso di restituirli. I manager, quindi, restituiranno 30 milioni di dollari che si andranno a sommare ai 20 milioni di dollari già restituiti da altri dipendenti che hanno deciso di rinunciare ai compensi loro pagati grazie ai soldi messi a disposizione dal governo. Si vanno così a recuperare 50 milioni di dollari, cifra che però è ancora esigua rispetto a quella totale.


Intanto è giunta la notizia della dimissione di alcuni dei senior executive facenti parte della divisione prodotti finanziari, settore del’azienda accusata da Cuomo di aver portato l’AIG sull’orlo del fallimento. Non si sà ancora se è tra i manager che hanno rassegnato le dimissioni vi siano anche coloro che restituito i bonus ricevuti o, al contrario, si tratti di quelli che non hanno ancora manifestato le loro intenzioni in merito.

Timothy Geithner e Ben Bernanke, rispettivamente il segretario al Tesoro e il presidente della Federal Reserve, sarano sentiti oggi dalla Commissione Servizi Finanziari della Camera che cercherà di capire se l’amministrazione e la banca centrale fossero al corrente dei bonus. Ad essere sotto accusa è soprattutto Geithner, invitato più volte a lasciare il suo posto di segretario al Tesoro. Geithner, tuttavia, ha sempre respinto le accuse e ha spiegato di essere venuto a conoscenza dei bonus il 10 marzo e di aver informato il governo il 12 marzo, due giorni in cui lui stesso, insieme al suo staff, ha cercato di fermare la concessione di tali bonus, ma senza risultati.

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