Rendimento indici di borsa europei 2012

di ND82 Commenta

Il 2012 si chiude positivamente per i principali indici di borsa europei. Grazie all’eccelerazione avvenuta negli ultimi mesi, in particolare del comparto finanziario, alla fine le azioni dell’area euro hanno fatto meglio dei titoli inglesi, danesi, svedesi e svizzeri

 Il 2012 si chiude positivamente per i principali indici di borsa europei. Grazie all’eccelerazione avvenuta negli ultimi mesi, in particolare del comparto finanziario, alla fine le azioni dell’area euro hanno fatto meglio dei titoli inglesi, danesi, svedesi e svizzeri. Gli indici Europe Stoxx 600 ed Europe Stoxx 300 hanno messo a segno performance del 15-16%. La grande svolta per le borse europee è avvenuta a fine luglio scorso, quando Draghi annunciò di salvare l’euro a tutti i costi, e a inizio settembre con il lancio dello scudo anti-spread.

Nelle ultime settimane gli spread sono scesi molto, le borse hanno continuato a salire con decisione (soprattutto Francoforte, Madrid e Atene) ed è avvenuto anche l’accordo del buyback sul debito greco (tra l’altro seguito dall’upgrade di Standard & Poor’s sul rating sovrano di Atene a B- da “default selettivo”). Il settore finanziario è stato quello che ha trainato con maggiore decisione il rimbalzo delle borse europee.

AZIONI EUROPEE AD ALTO RENDIMENTO

Il comparto bancario ha messo a segno un rendimento del 25% circa, quello assicurativo superiore al 33,5%. L’exploit è stato reso possibile dal forte calo degli spread e dal forte appetito per il rischio presente sui mercati finanziari. Spiccano i rialzi della compagnia di bancassurance britannica Lloyds (+89%), della banca francese Société Générale (+72%), del colosso riassicurativo tedesco Munich Re (+43%) e del colosso finanziario Allianz (+42%).

Il settore migliore è stato quello dell’auto (+34,4%), grazie al boom delle aziende tedesche (Volkswagen +47%, Bmw +39%). Molto bene anche il settore chimico (+33,7%), anche qui grazie al contributo dei colossi industriali teutonici, in particolare Bayer e Basf. Il settore peggiore è stato quello delle telecomunicazioni (-10%). In rosso anche il settore energy e delle utilities.

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