
Si rafforza così il quadro tecnico di breve periodo del titolo del Lingotto, che dopo un periodo di consolidamento potrà provare a sfondare la soglia degli 11,5 euro, puntando i massimi delle ultime settimane.

Si rafforza così il quadro tecnico di breve periodo del titolo del Lingotto, che dopo un periodo di consolidamento potrà provare a sfondare la soglia degli 11,5 euro, puntando i massimi delle ultime settimane.

Dal 12 di ottobre infatti, il titolo ha perso ben 23 punti percentuali. Una giornata interessante si è verificata solamente in occasione dell’annuncio da parte del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sull’avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina.

Il titolo del Lingotto resta quindi sotto la barriera posta a 10,6-10,7 euro, confermando così il quadro tecnico di breve periodo molto contrastato.

Ora Finmeccanica potrà tentare di mettere a segno quello che in termine tecnico viene chiamato pullback, ossia un rimbalzo tecnico, verso quota 12 euro.

L’azienda, dopo aver mostrato un terzo trimestrale confortante che vede un aumento dei ricavi del 6%, ha ottenuto il parere positivo anche da Morgan Stanley e Mediobanca.

Il titolo del Lingotto ha tuttavia concluso un’ottima seduta nella giornata di lunedì, chiudendo le contrattazioni in rialzo del 2,95% a quota 10,46 euro per azione.

Come confermano gli analisti e come si evince facilmente anche dal grafico, il titolo del Lingotto sta mostrando i primi segni di indebolimento, e proprio per questo motivo sarà fondamentale la tenuta sopra la soglia di 9,9-9,98 euro, dove per salire il titolo dovrà effettuare una fase riaccumulativa.
Dal 19 di Ottobre 2009 il titolo ha cominciato però una brusca discesa che ha portato il titolo a posizionarsi nell’ultima seduta a quota 17,16 euro.

Gli ultimi due giorni della settimana sono stati molto chiari in questo senso: giovedì il titolo Fiat ha accusato un crollo fino a quota 9,6-9,55 euro per azione, per poi effettuare un forte rimbalzo tecnico che ha riportato le quotazioni del Lingotto a quota 10,5 euro.

Rimane quindi molto positivo il quadro tecnico di breve periodo, grazie anche al fatto che Parmalat nelle ultime settimane non ha perso troppo terreno nei confronti dei massimi.
Il motivo di questa tenuta del titolo è dovuta al forte canale rialzista che sostiene Parmalat da ormai un anno.

Nonostante la grande portata dell’ultimo calo, Intesa San Paolo ha saputo reagire sempre molto bene, lo testimonia anche il fatto che ieri il titolo in borsa ha saputo chiudere a quota 2,945 euro in rialzo del 2,17%.

Questo movimento non fa altro che confermare l’attuale quadro tecnico di breve periodo di Unicredit, che è molto fragile, come indicano anche gli esperti e come indica il recente scontro con quota 2,8 euro.
Se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno comunque questo calo a 2,17 potrebbe indicare il punto minimo della discesa delle ultime sedute.

Comunque il titolo sta reagendo molto bene alla debolezza delle ultime sedute, rimanendo molto vicino ai numeri massimi fatti registrare nel 2009, e mantenendo una struttura tecnica decisamente positiva, grazie anche all’annuncio dell’imminente vendita a Cemig in Brasile.

La situazione dei petroliferi in Europa oggi è tutta in salita grazie anche all’uscita del terzo trimestrale di BP (British Petrol) che ha totalizzato, nonostante la forte perdita del fatturato, dei ricavi ben superiore alle aspettative grazie anche al taglio delle imposte portandosi così a chiudere un bilancio con una diminuzione dell’utile netto del 33,7% (5,34 miliardi di dollari contro gli 8 del 2008, le stime erano peggiori).