Chiuso l’accordo tra Chrysler e Fiat

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L'ultimatum che Barack Obama ha lanciato a Chrysler ha sortito senza dubbio i suoi effetti. Come ricordiamo, infatti, il presidente degli Stati Uniti aveva..

L’ultimatum che Barack Obama ha lanciato a Chrysler ha sortito senza dubbio i suoi effetti. Come ricordiamo, infatti, il presidente degli Stati Uniti aveva condizionato gli aiuti richiesti dalla casa automobilistica americana alla sottoscrizione dell’accordo tra Chrysler e Fiat, accordo che prevedeva una partecipazione del 35% di Fiat in cambio dell’apporto di nuove tecnologie atte a rendere le vetture Chrysler più competitive e in grado di far si che l’azienda riesca ad evitare il fallimento e ad uscire dalla crisi, nonchè a riconquistare una fetta consistente del mercato automobilistico.

I 30 giorni di tempo concessi da Barack Obama, tuttavia, si sono rivelati più che superflui. Chrysler, infatti, ha reso noto di aver sottoscritto l’accordo con Fiat e anche se alcuni dettagli devono essere ancora perfezionati il più è stato già deciso.


Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, ha pubblicamente ringraziato il presidente Barack Obama per aver valorizzato e lodato il lavoro fatto da Fiat negli ultimi cinque anni e, soprattutto, per aver lanciato un imput a Chrysler al fine di concludere l’accordo.

Marchionne, inoltre, si è detto certo che le nuove tecnologie ecologiche e le piattaforme per piccole vetture che Fiat fornirà a Chrysler saranno in grado di ricucire il rapporto tra i consumatori americani e le vetture a marchio Chrysler. L’accordo intervenuto tra le due case automobilistiche, quindi, giocherà un ruolo importante nel risanamento dell’azienda, eviterà che milioni di persone perdano il proprio posto di lavoro e sarà utile anche da un punto di vista ambientale poichè, grazie alle tecnologie ecologiche messe a disposizione da Fiat, le autovetture Chrysler avranno un minor impatto ambientale.


Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, come ricordiamo, nel suo discorso aveva lasciato intedere che Fiat fosse il partner ideale per Chrysler sottolineando come l’attuale management della casa automobilistica italiana fosse riuscito a imprimere una svolta impressionante alla società, riportandola in prima linea nel settore.

Sui dettagli dell’accordo si sà ancora ben poco di ufficiale. Secondo quanto riportato dalla rivista Automotive News l’ingresso della Fiat nel capitale di Chrysler potrebbe avvenire anche secondo modalità graduali. La quota iniziale, quindi, sarebbe del 20% anzichè del 35% come precedentemente stabilito e potrebbe anche salire ulteriormente, contemporaneamente trasferimento di nuove tecnologie, ma senza comunque superare la soglia del 49%.

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