Pil in calo dell’1%

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Brutte notizie in arrivo dall'istat che ha comunicato un calo del Prodotto Interno Lordo italiano dell'1% rispetto al 2008. Un risultato decisamente..

Brutte notizie in arrivo dall’Istat che ha comunicato un calo del Prodotto Interno Lordo italiano dell’1% rispetto al 2008. Un risultato decisamente peggiore rispetto alle previsioni dello stesso Istat, che aveva ipotizzato un calo dello 0,9%, e del governo che nel programma di stabilità, invece, aveva prospettato una riduzione dello 0,6%.

Si tratta del dato peggiore mai registrato dal lontano 1975 quando il Pil era calato del 2,1%. Vicini ad un dato simile a quello attuale, invece, si era andati nel 1993 quando era stato registrato un calo dello 0,9%. Questo disastroso risultato, tuttavia, pare essere solo una breve premessa di quello che accadrà nel 2009, anno in cui il governo prevede un calo del Pil pari al 2%.


E’ peggiorato, inoltre, anche rapporto deficit/pil, rapporto che nel 2008 si è attestato al 2,7% contro le previsioni del 2,6% prospettate dal governo. Un risultato molto diverso rispetto a quello registrato nel 2007 quando il rapporto si era attestato all’1,5%.

Marco Valli, economista di UniCredit Mib, ha affermato che un aumento del deficit era del tutto prevdibile e che la stima formulata da lui e dai suoi collaboratori era ancora maggiore, almeno pari al 2,9%. L’aumento del deficit, tuttavia, ha affermato Valli, è un chiaro segnale che nel Paese è in atto una lenta ripresa.


Per quanto riguarda la pressione fiscale, invece, l’Istat ha reso noto che essa risulta pari al 42,8%, inferiore di tre decimi di punto rispetto allo stesso dato realtivo al 2007 quando la pressione fiscale risultò pari al 43,1%. Il dato riferito dall’Istat è il risultato di un aumento delle imposte dirette e dei contributi sociali e di una diminuzione delle imposte indirette.

Per quanto riguarda i dati relativi agli altri paesi, i dati finora disponibili indicano un aumento del Pil dell’1,3% in Germania, dell’1,1% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito e in Francia e una diminuzione dello 0,7% in Giappone.

Fonte | AGI News

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