
Toyota, il primo produttore al mondo di automobili, ha accusato l’apprezzamento dello yen ed il calo delle vendite sul mercato domestico, due elementi che hanno contribuito ad una trimestrale non troppo soddisfacente.

Toyota, il primo produttore al mondo di automobili, ha accusato l’apprezzamento dello yen ed il calo delle vendite sul mercato domestico, due elementi che hanno contribuito ad una trimestrale non troppo soddisfacente.

Il fallimento della cessione della quota detenuta in Galp, tuttavia, sembra non preoccupare affatto il colosso energetico italiano. A dimostrarlo è stato l’amministratore delegato Paolo Scaroni, il quale ha confermato che l’azienda non ha alcuna fretta di cedere la partecipazione detenuta in Galp, soprattutto alla luce del fatto che fino ad ora si è rivelata un ottimo investimento per Eni.

Alcuni analisti, infatti, ritengono che nel caso in cui la crisi in Egitto dovesse proseguire anche nel corso dei prossimi mesi, il prezzo del greggio potrebbe addirittura arrivare a superare i 100 dollari al barile. Previsioni più allarmanti arrivano dal Venezuela, secondo cui il prezzo potrebbe salire a 200 dollari al barile nel caso in cui il canale di Suez dovesse chiudere.

L’offerta pubblica inizia oggi e termina venerdì 11 febbraio, mentre l’inizio delle negoziazioni è fissato per lunedì 18 febbraio. Si tratta quindi della seconda matricola dell’anno a Piazza Affari dopo Fiat Industrial, sbarcata sul listino milanese a seguito della scissione attuata dal Lingotto.

A dimostrarlo è soprattutto il fatto che le perdite registrate dalle quotazioni delle società con maggiore esposizione nel paese africano sono state colmate in brevissimo tempo.

Il gruppo britannico ha chiuso il trimestre con margine operativo del 41,1% e utile per azione a 2,90 pence, contro gli 1,79 dell’ultimo trimestre dell’anno precedente, segnando un aumento del 62%.

Il gruppo americano, uno dei maggiori produttori di hard disk al mondo, secondo i principi di contabilità generale GAAP, ha registrato un fatturato di 2,7 miliardi di dollari, un margine lordo del 19,5%, ricavi netti a quota 150 milioni di dollari e utile per azione a 31 centesimi di dollaro.

Il gruppo transalpino ha chiuso il 2010 con ricavi in aumento del 19% a quota 20,32 miliardi di euro e utile netto in crescita del 73% a 3,03 miliardi.

Il target price di Eni è stato alzato invece da 17 euro per azione a 21 euro. JP Morgan sostiene che il titolo della compagnia italiana presto potrà beneficiare della nuova struttura del gruppo, meno complessa dell’attuale.

La società svedese ha fatto registrare un utile netto nel trimestre di 3,23 miliardi di sek, contro la perdita di 1,99 miliardi dello stesso periodo del 2009, ma comunque al di sotto delle previsioni degli analisti a quota 3,87 miliardi di sek.

Per questo motivo, dunque, gli analisti hanno fatto sapere che in base alle loro previsioni nel 2010 Lottomatica dovrebbe essere riuscita a realizzare un Ebit a 419 milioni di euro, ossia in crescita del 90% rispetto ai 219 milioni di euro del 2005.

Ieri, infatti, l’agenzia di rating ha rivisto al rialzo il rating individuale della banca portandolo a B/C da C, ha rivisto l’outlook da negativo a stabile a ha confermato il rating a lungo termine ad A. La valutazione positiva ha a sua volta portato ad un miglioramento della valutazione relativa ai selezionati strumenti ibridi di capitale a BBB+ da BBB.

Ad incidere negativamente sull’andamento della quotazione del gruppo attivo nel settore dell’abbigliamento sono soprattutto i timori relativi all’aumento del prezzo di alcune materie prime di vitale importanza per l’attività dell’azienda, tanto che recentemente Benetton senza troppi giri di parole ha espressamente affermato che l’inflazione dei costi delle materie prime andrà a produrre importanti effetti di erosione sui margini nei mesi a venire qualora non dovesse ridursi.